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La negoziazione in ambito familiare : ecco in cosa consiste

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L’invito alla negoziazione è una sollecitazione a stipulare la convenzione di negoziazione assistita indicando l’oggetto della controversia e l’avvertimento che la mancata risposta entro trenta giorni o il suo rifiuto, può essere valutato dal giudice al fine delle spese di un eventuale giudizio.
Secondo una prima interpretazione fornita dal CNF, ai procedimenti separativi si applicherebbe il riferimento all’invito a negoziazione ma senza l’avvertimento circa le conseguenze della mancata risposta (art. 4). Inoltre, con la conversione in legge del Decreto Legge 132/14, sono state introdotte rilevanti modifiche rispetto alla prima versione dell’art. 6.
Il testo originario parlava di assistenza di un avvocato, mentre attualmente per avviare la procedura di negoziazione assistita è necessario un avvocato per ogni parte. Inoltre, per la validità dell’accordo sottoscritto a seguito della negoziazione, bastava che lo stesso fosse inviato all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune in cui il matrimonio era stato iscritto o trascritto.
La legge di conversione ha ritenuto opportuno un maggiore controllo sulle determinazioni delle parti al fine di tutelare i coniugi “deboli” ed a tal fine ha introdotto il passaggio obbligatorio dell’accordo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale.

 

I requisiti

Quanto ai requisiti necessari per la soluzione consensuale di separazione e divorzio mediante negoziazione assistita, dopo la modifica introdotta in sede di conversione, anche i coniugi con prole minorenne, maggiorenne non autosufficiente, incapace o con handicap grave, possono accedere alla procedura.
Grava sul professionista l’onere di accertare la sussistenza dei requisiti e pertanto è opportuno inserire nelle premesse della convenzione, la dichiarazione secondo cui le parti affermano sotto la propria responsabilità, di trovarsi nelle condizioni che consentono di avvalersi della negoziazione assistita.
Dopo la redazione della convenzione, si procede alla stesura dell’accordo che contiene le condizioni di separazione e divorzio, siano esse riguardanti l’affidamento o il mantenimento dei figli, l’assegno di mantenimento per il coniuge o i trasferimenti di tipo patrimoniale nell’ambito delle soluzioni alla crisi coniugale.
Una volta stilato l’accordo raggiunto a seguito della negoziazione, il procedimento si diversifica qualora la coppia abbia figli minori, maggiorenni non autosufficienti, portatori di handicap o incapaci.
L’Accordo deve essere inviato al Procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, ma il percorso può cambiare. Il comma 2 dell’art. 6 prevede che per le coppie senza figli, l’avvocato ha l’onere di inviare l’accordo sottoscritto al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente. Non è stabilito un termine entro il quale trasmettere l’atto.

Diana Ferrara Ama le lingue e i viaggi “on the road” auto-organizzarti, alla scoperta dei piccoli gioielli del Mondo. Sogna di diventare magistrato. Nel frattempo, si divide tra la frenesia della città e la casa in campagna, nella quale si rilassa con un buon libro tra gli alberi da frutta.

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