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L’acido come arma: la sentenza della Cassazione nel caso Annibali

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Il lungo iter giudiziario che ha segnato Lucia Annibali, la donna sfregiata dall’acido dal suo ex amante Luca Varani, si è concluso con la conferma della condanna da parte della Cassazione. Dopo che lei aveva maturato la decisione di lasciarlo e di chiudere definitivamente la loro relazione sentimentale, lui aveva iniziato a mettere in atto una serie di comportamenti che invadevano la vita privata della donna, finalizzati prima al controllo e, successivamente, alla sopraffazione fino a giungere all’intento punitivo, per quella decisione che lui non aveva accettato.
Nella sentenza n. 658 del 23 novembre 2016, i giudici della Suprema Corte hanno dichiarato inammissibili tutti i motivi di doglianza presentati dall’imputato, non ravvisando alcuna illogicità né contraddittorietà nei provvedimenti impugnati, tale da mettere in discussione quanto deciso. “I temi prospettati non deducono vizi di legittimità, ma si limitano a criticare, anche in maniera generica la decisione di merito senza enucleare specifici elementi di forza dei quali evidenziare una contraddittorietà testuale o illogicità manifesta della decisione”.

 

 

 

Stalking: quando viene lesa la propria sicurezza

 

 

 

La legge 23 aprile 2009, n. 38 recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori, all’art. 8 prevede che fino a quando non sia stata proposta querela per il reato di cui all’articolo 612-bis del codice penale, la persona offesa può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta.
Il questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Se il fatto è commesso dal soggetto già ammonito, si procede d’ufficio e la pena prevista per il delitto di cui all’articolo 612-bis c.p. è aumentata.

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

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