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“L’altra figlia”: quando un segreto nega l’amore

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Una bambina cresciuta con un senso di estraneità che non sa spiegarsi; la scoperta di un segreto, la sorpresa e la sofferenza di sapere che quel senso di estraneità è in parte realmente vissuto dai genitori nei suoi confronti.
Stile a volte didascalico, per una piccola, dolce e malinconica autobiografia, “L’altra figlia”, di Annnie Ernaux,scrittrice francese di romanzi autobiografici e vincitrice del Premio Strega Europeo 2016, racconta di come dinamiche familiari, personalità e caratteri si fondano anche sui non detti, sulle omissioni e di quanto le famiglie che crescono sui segreti creino distanze incolmabili con chi viene tenuto all’oscuro della verità, ma anche tra le parti di sé, impedendo la propria evoluzione, il proprio disgelamento nei confronti di un dolore, la trasformazione della sofferenza stessa in empatia, comunicazione, amore verso chi resta e verso i propri sogni.

 

 

La comunicazione come forma d’amore

 

 

Nel breve romanzo-biografia, la Ernaux, ormai adulta, ripercorre la propria storia alla luce di quello di cui non era a conoscenza, riadattando la memoria all’esperienza del passato, rivista con gli occhi e il cuore di chi adesso sa.
Il riattraversare il proprio sentire, le incertezze, i dubbi, vuol dire allora darsi risposte e indossare nuovi punti di vista.
Il racconto diventa lettera a quella sorella di cui la famiglia aveva sempre taciuto, generando voragini di silenzio e di fantasie illusorie.
Una lettera scritta a chi non potrà mai leggerla, che si trasforma in viaggio all’interno della propria delusione, degli affetti, dei momenti comunque felici vissuti, dipanando la matassa di fraintendimenti e confusioni, in cui “lei e l’altra” a volte sono separate, a volte diventano un’unica anima, mescolando aspettative, sensazioni e solitudini.
La storia ci insegna quanto la comunicazione di una verità, per quanto dolorosa e scomoda, possa essere sempre un atto d’amore verso se stessi e verso chi non conosce la realtà dei fatti, per aiutarlo a comprendere chiusure e mutismi, per aiutare se stessi e gli altri a costruire relazioni d’affetto e sostegno reciproco, in chi ha avuto la sorte di continuare a vivere.

“L’altra figlia”, Annie Ernaux, L’Orma editore, 2016, pgg. 81. Euro 8.50.

Francesca Laccetti Psicologa - psicoterapeuta, musicoterapista. Lavora con le famiglie e conduce laboratori di crescita personale con forme d'arte. Ha studiato canto, disegna e ama leggere e scrivere. Considera essenziali passione e apertura al cambiamento, per vivere bene.

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