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Latte vegetale: boom di vendite per il prodotto animal-friendly

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Quando il vegan non era ancora una moda globale, di latte alternativi conoscevamo solo quelli di soia e mandorle. Con gli anni il veganesimo è diventato sempre più diffuso e per i produttori un buon mercato su cui investire e introdurre prodotti nuovi. Così abbiamo scoperto il latte vegetale di seconda generazione (cioè nocciole, anacardi, cocco, riso, cereali) e di terza generazione (quindi legumi, piselli, canapa, semi di lino). Ma si tratta solo di una questione di tendenze, in questo caso alimentari? Pare proprio di no: a incidere nelle scelte sembra essere anche e soprattutto l’aspetto salutistico, quello animal friendly e biologico.

 

 

USA e Cina padroni del mercato globale. In Italia?

 

 

Secondi i dati nel nuovo report di Euromonitor market research provider, nel 2002 il fatturato delle bevande alternative al latte era il 5% del totale; percentuale che è destinata a crescere fino al 20% entro il 2020. Il mercato oggi supera gli 8,7 miliardi di dollari, con il primato assoluto di Cina e Usa che insieme detengono il 70% del mercato globale, ma i paesi in cui le vendite crescono a ritmi maggiori sono l’Italia, l’Olanda e il Vietnam.

E allora, quale la fotografia nel nostro paese? Secondo il report, entro il 2021 gli italiani saranno i settimi consumatori mondiali di latte vegetale. Perché proprio una scelta in questa direzione? Pare che il latte alternativo sia apprezzato dagli italiani oltre che per l’aspetto salutistico (che comunque non deve essere dato per scontato, se si considera che alcuni tipi di latte vegetale contengono più grasso del latte vaccino) soprattutto per il rispetto verso gli animali e l’ambiente. Non solo: fra gli elementi che spingono i consumatori ad una scelta alternativa ci sono anche le esigenze alimentari come le intolleranze al lattosio e le esigenze religiose (nel caso degli gli ebrei kosher e i musulmani halal).

A proposito di latte vegetale di seconda e terza generazione, pare che siano proprio questi quelli più apprezzati, mentre crolla la vendita del latte alternativo per eccellenza, quello di soia: “Il mondo si sta muovendo verso un’esperienza diversificata del latte – ha spiegato Pinar Hosafci, analista di Euromonitor -. Se quello alla soia è stato il preferito fino ad oggi e il più consumato nel mondo, un numero crescente di consumatori sta cercando delle alternative vegetali che, ad esempio, non derivino da coltivazioni geneticamente modificate come invece spesso è la soia, che non contengano allergeni e che non incidano sull’ambiente.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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