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Lavorare all’estero: i 10 migliori Paesi dove le donne possono fare carriera

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InterNations, la più grande community internazionale di persone che vivono all’estero, ha condotto una ricerca per stilare la classifica dei 10 Paesi che favoriscono maggiormente le carriere femminili.

 

 

L’Italia fuori dalla classifica

 

 

Nel’ambito dell’annuale sondaggio Expat Insider, 7 mila donne iscritte alla community e che vivono in 168 diversi Paesi hanno risposto ad una serie di domande che ha permesso a InterNations di stilare la classifica delle 10 Nazioni in cui le donne posso intraprendere più facilmente una carriera lavorativa. La classifica è data dalla media di tre fattori: livello salariale superiore all’estero, aspettative e soddisfazione per le prospettive di carriera, orario settimanale di lavoro. Quello che ne viene fuori è che ad agguantare le posizioni più alte ci sono paesi a cui in prima battuta non si penserebbe: di fatto troviamo Messico, Myanmar, Cambogia, Bahrein e Nuova Zelanda, mentre le ultime cinque posizioni sono occupate da Kazakhstan, Gran Bretagna, Usa, Kenia e Irlanda.

Secondo i dati della ricerca, più della metà delle donne che lavorano all’estero (51%) sono soddisfatte delle opportunità di carriera. Allo stesso tempo, però, un terzo di loro (33%) ha dichiarato che il reddito all’estero è inferiore a quello che avrebbero per un lavoro simile nel paese d’origine. Inoltre, il 47% delle donne che si sono trasferite all’estero per motivi lavorativi ha poi trovato un lavoro autonomo.

 

 

Un confronto tra uomini e donne

 

 

Quante sono le donne mandate all’estero dal datore di lavoro? È da qui che si cominciano a notare le differenze tra uomini e donne: quest’ultime solo nel 7% dei casi si trasferiscono su richiesta del datore di lavoro mentre la percentuale maschile sale al 15%. Inoltre, sebbene nel 24% dei casi il lavoro risulta essere per le donne il motivo di un trasferimento all’estero, questa percentuale resta comunque di 16 punti inferiore a quella degli uomini. Tuttavia, quando si tratta di essere auto-motivati, le donne hanno una grande risposta: l’11% delle donne emigrate dichiara di aver trovato un lavoro all’estero come motivo principale per trasferirsi, che è solo due punti percentuali in meno rispetto agli uomini (13%). Dalla ricerca, infine, emergono ancora pregiudizi e stereotipi: per esempio, una donna che cerca soddisfazione professionale fuori dai confini nazionali è ancora considerata ‘strana’, una sorta di fuggiasca, cosa che accade molto meno se l’expat è un uomo.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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