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“Le donne di Narciso” – L’arte della felicità

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Narciso è l’esagerazione di tutti quei valori che, nell’epica junghiana, appartengono al maschile: caccia, è attivo, forte e assertivo, centrato sull’affermazione di sé. E infatti, l’uomo Narciso ha un immenso fascino, si pone come essere speciale e riesce a far sentire la sua donna “unica”, la sola che, fra le tante, è riuscita a catturargli l’anima. Si tratta, tuttavia, di un’illusione perché egli ha, in realtà, tante donne e quella da lui “prescelta”, eletta come prima donna, è parte di un imbroglio da cui non può che uscirne devitalizzata, depauperata, vinta. È questo il gioco: un legame-slegame in cui, se lei si allontana, lui si sente sfidato e bisognoso e la rincorre; ma se lei si ferma ed è pronta ad accoglierlo nuovamente fra le sue fin troppo disponibili braccia, lui scappa perchè il malsano equilibrio della coppia si fonda sul non poter essere presenti l’uno per l’altra.

È su questo tema che nella giornata di ieri la psicologa e psicoterapeuta Dr.ssa Marialuisa Campobasso ha tenuto presso il Centro “L’arte della felicità” il dialogo dal titolo “Le donne di Narciso”, in cui, prendendo spunto dalla sua esperienza clinica e dal mito, ha parlato della relazione narcisistica dal punto di vista della donna.

 

Quali caratteristiche ha la donna che tipicamente cade nella rete di Narciso?

 

Secondo il mito, Eco era la più incantevole e spensierata fra le ninfe della montagna e un giorno si innamorò perdutamente di questo eterno adolescente, cacciatore crudele, così scioccamente superbo e fiero della sua bellezza. Per inseguire il miracolo d’amore, la fanciulla, destinata a ripetere solo le ultime parole pronunciate da lui, rinunciò al suo talento e alla sua libertà e si consumò di angosciosi richiami a cui Narciso non rispose mai.

Come Eco, la donna che ama l’uomo-Narciso non ha parola (e quindi non ha desideri), almeno fino a che fa parte di quel gioco perverso. È in apparenza forte e determinata ma in realtà porta dentro una ferita che, tuttavia, non riconosce in sè ma vede nel suo uomo ed è per questo che ne perdona le critiche sprezzanti, i tradimenti, le mancanze, i cambiamenti improvvisi. “È una donna che ha imparato a difendersi”, sostiene la Campobasso, “simulando di non avere bisogni, di saper stare sulle sue gambe”, è separata dal suo dolore, non piange mai e non ha desideri per sé, vuole solo che lui stia bene e che la ami, non c’è lei al centro dei suoi bisogni. Il dramma è che l’incastro tra i due è perfetto: Narciso mette se stesso al centro del mondo, è avaro e prende a piene mani; Eco, invece, pensa di potere tutto per l’altro senza mai chiedere nulla per sé e mette il suo amato al primo posto. L’illusione della donna-Eco è troppo forte, pensa che ce la farà, che riuscirà nella faticosa impresa di cambiare/migliorare il suo Narciso e la sua grandiosità/onnipotenza non le permette di riconoscere quanto sia malata la parte di sé che mette nella relazione.

Come imparare a non ripetere, a non ricadere sempre nella stessa trappola?

Campobasso termina il suo dialogo con un’affermazione decisa: “il miracolo d’amore con un uomo Narciso non si compie (quasi) mai”, l’unico miracolo avviene quando lei decide di uscire dal gioco e di non essere più oggetto delle manipolazioni di lui. Come? Riprendendo la parola, recuperando il desiderio, imparando a riconoscere i propri bisogni senza avere più la necessità di negarli per salvaguardare un’immagine di sé tanto grandiosa (so stare in piedi anche da sola, non ho bisogno di nessuno) quanto falsa. E, in tal senso, la psicoterapia può aiutare a riprendere la parola, a dare voce alle proprie emozioni e ai propri bisogni, a relativizzare la propria storia, a riscoprire la parte più creativa e vitale dell’anima che la relazione narcisistica soffocava.

Cresciamo quando impariamo a chiedere a noi stessi quello che prima chiedevamo esclusivamente all’altro: amore, importanza, attenzioni.

Cresciamo quando impariamo che essere se stessi, poter esprimere sempre e con chiunque la propria umanità, con le sue fragilità, è più importante di essere speciali per qualcuno.

Valentina Nappo Psicologa e psicoterapeuta individuale e di coppia a Napoli. Ama il suo lavoro, lo sport ed i viaggi e il suo sogno è scrivere un libro sull'amore e sui rapporti di coppia.

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