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Le donne manager? Con l’età, guadagnano sempre meno dei colleghi

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Il gender pay gap per chi lavora nel management? È quasi il doppio della media negli altri settori e cresce con l’aumentare dell’età delle lavoratrici. A rivelarlo è uno studio del Chartered Management Institute (CMI), secondo cui le lavoratrici over 40 in ruoli manageriali sarebbero pagate almeno il ​​35% in meno dei colleghi uomini, contro un gap medio nei restanti settori del 19%. Percentuale che cresce fino al 38% una volta che la lavoratrice ha superato la soglia dei 60 anni.

I dati sui salari, anche se riferiti al solo mondo anglofono, per esempio mostrano chiaramente che, mentre le lavoratrici a tempo pieno tra i 20 ei 30 anni hanno la stessa busta paga dei colleghi uomini, una volta superati i 40 anni devono fare i conti con considerevoli differenze retributive. Altri dati, ancora riferiti allo scenario inglese, confermano trend poco rassicuranti: per i lavoratori tra i 26 e i 35 anni di età il gender pay gap si aggira intorno al 6%; già per chi è tra i 36 e i 45 anni, però, cresce al 20%, per passare al 35% per chi ha tra i 46 e i 60 anni e al 38% -come anticipato- per gli over 60. Né in Italia le cose non vanno meglio: il gender pay gap nostrano, infatti, si discosta di poco dalla media del 16% dell’Europa a 28.

 

Gender gap nei salari: situazione ancora in stallo

 

E ciò che è peggio, per tornare allo studio del CMI, è che niente sembra suggerire un’imminente riduzione della differenza di genere sui salari – i dati riguardanti le donne manager over quaranta, anzi, sono oggi peggiori di dieci anni fa. Per questo i governi dovrebbero affrontare seriamente la questione, partendo per esempio dal fissare una percentuale minima di presenza di lavoratrici nei CDA –come ha di recente fatto il governo inglese accogliendo una serie di proposte per alzare al 33% il tasso di presenze- o chiedendo alle imprese maggiore trasparenza sulla distribuzione dei salari e le opportunità di carriera.

C’è, però, chi sostiene anche che uguaglianza e parità di genere significano molto di più che avere lo stesso numero di uomini e di donne in posizioni amministrazioni. Per questo abolire il gender pay gap richiederebbe una trasformazione radicale nella cultura d’impresa e la capacità di affrontare pregiudizi tanto più radicanti, quanto inconsci. Per quanto riguarda le donne in ruoli manageriali, in particolare, si tratterebbe di vincere lo stereotipo di un mondo esclusivamente maschile, oltre che di logistiche perverse in base alle quali, per esempio, chi torna a lavoro dopo un permesso di maternità è costretto a contratti part-time o relegato a mansioni meno impegnative che si coniugherebbero meglio con gli impegni familiari.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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