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Le famiglie arcobaleno: il dovere morale di informarsi correttamente

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Da qualche mese l’argomento delle famiglie arcobaleno è balzato agli onori della cronaca ed è entrato nelle case di tutti gli italiani. Ma purtroppo non sempre si è fatta chiarezza. Cominciamo col mettere un punto fermo: dai primi rapporti psicologici sulle famiglie omogenitoriali sono passati oltre 40 anni (il primo fu Osman nel 1972). Una recente analisi della letteratura scientifica sull’omogenitorialità compiuta da Adams e Light nel 2015 ha passato in rassegna tutte le pubblicazioni scientificamente accreditate al mondo per concludere che, intorno agli anni 2000, la comunità scientifica internazionale ha raggiunto l’unanimità sul principio che non sussistano differenze significative tra figli di genitori omosessuali e di quelli eterosessuali.

Chi è contro

 

Tuttavia, esiste una posizione minoritaria di alcuni ricercatori che sostengono il contrario: gli studi in questione sono solamente quattro su migliaia (Sarantakos, 1996; Regnerus, 2012; Sullins, 2015; Allen, 2013, quest’ultimo con taglio economico). Tali ricerche ad oggi sono state tutte smontate dalla stessa comunità scientifica che le ha screditate e disconosciuta per via di gravi falle nel metodo della raccolta dati. Nel caso di Regnerus, addirittura, la rivista che lo aveva pubblicato ha aperto una indagine e, verificate le incongruenze scientifiche e l’impostazione ideologica, ha chiesto all’autore di ritrattare le proprie conclusioni, cosa che Regnerus ha poi in effetti fatto.

Per chi fosse sinceramente interessato a verificare personalmente, e ad approfondire l’argomento, si consiglia il primo testo italiano che riporta tutti gli studi esistenti al mondo sul tema, per di più in modo ragionato e semplice da consultare: “Le famiglie in-attesa”.

Purtroppo, come spesso accade in materia psicologica, la maggior parte degli studi sono soltanto stranieri, in Italia siamo a un paio di studi appena: il più importante è sicuramente quello di Baiocco, R., Santamaria, F., Ioverno, S., Petracca, C., Biondi, P., Laghi, F., Mazzoni, S. (2013), “Famiglie composte da genitori gay e lesbiche e famiglie composte da genitori eterosessuali: benessere dei bambini, impegno nella relazione e soddisfazione diadica”, in «Infanzia e Adolescenza», vol. 12, n. 2, pp. 99-112.

Non è questo il luogo nel quale si vuole decretare un giusto e uno sbagliato, ma è fondamentale, per tutti, avere informazioni chiare, obiettive e soprattutto scientifiche prima di rischiare di finire nel qualunquismo e nel pregiudizio privo di senso e pericoloso. Ricordiamo che alla fine, l’obiettivo più importante di tutta questa storia è la salvaguardia dei bambini e il loro benessere.

Danila Di Dio Psicologa clinica e psicodiagnosta dell’età evolutiva. Empatica, curiosa ed ottimista di natura, crede che i viaggi e i dialoghi con i bambini siano le esperienze che possano arricchire di più un uomo. Considera la psicologia come il suo hobby e crede fermamente nel valore della prevenzione e della promozione del benessere psicologico.

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