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Le lavoratrici donne? Non si licenziano per i figli ma per la paga

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Le donne lasciano il lavoro per dedicarsi alla famiglia e ai figli? Falso. A smentire uno dei luoghi comuni più diffusi riguardo al motivo per cui le lavoratrici – soprattutto trentenni- deciderebbero di licenziarsi, arriva finalmente uno studio dell’Harvard Business Review. E più che il desiderio di maternità o l’esigenza di una vita lavorativa e privata più bilanciata, sui licenziamenti ‘in rosa’ sembrano contare gli asset salariali. Le donne, insomma, non abbandonano il posto di lavoro per dedicarsi a mariti, bambini, casa: vanno alla ricerca di occupazioni meglio retribuite e più soddisfacenti.

Quello che i responsabili dello studio (condotto su un campione di 300 lavoratori di entrambi i sessi, ndr) non si aspettavano è che la componente retribuzione sia più determinante per le donne che per gli uomini nella scelta della carriera. Il 65% delle intervistate, infatti, ha giustificato il licenziamento con un nuovo lavoro meglio pagato –contro ‘solo’ un 56% di uomini che dice di aver cambiato posto di lavoro per lo stesso motivo.

 

Opportunità professionali mancanti, lavori poco stimolanti e paghe inadeguate: quando uomini e donne vogliono le stesse cose

 

Tra le altre ragioni che spingono le lavoratrici donne a licenziarsi e intraprendere carriere diverse? La mancanza di opportunità di crescita professionale (valida per il 62%), occupazioni poco stimolanti (causa di licenziamento per il 56% delle lavoratrici), una paga non adeguata al carico di lavoro (per il 56%) e, solo in coda, la volontà di creare una famiglia (ragione valida solo per il 54% del campione).

Lo studio mostra, tra l’altro, come le ragioni per cui uomini e donne abbandonano il posto di lavoro siano più simili di quanto non si immagini. Le priorità che guidano i trentenni alla ricerca di nuove opportunità di carriera sono, infatti, le stesse di quelle delle loro coetanee donne.

I risvolti pratici dello studio? Hanno a che vedere, quindi, con le strategie di retention che l’azienda deve intraprendere per non lasciarsi sfuggire risorse strategiche. Ascoltare le ragioni delle proprie lavoratrici, invece di presumerle, prima di tutto. Le donne chiedono opportunità di crescita professionale e personale, desiderano sviluppare i loro talenti e farlo all’interno di un ambiente lavorativo smart e gratificante, pretendono gli stessi incentivi e lo stesso trattamento –anche economico- dei colleghi uomini. Che è come dire che le sole politiche di maternità, per quanto importanti, non fanno di un’azienda un’azienda women friendly.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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