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Le lezioni di musica fanno bene al cervello dei bambini

Suonare uno strumento può essere utile nei casi di autismo e deficit dell’attenzione

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Suonare uno strumento musicale aumenta le connessioni celebrali nei bambini ed è un ottimo tipo di terapia in casi di autismo e deficit dell’attenzione. A mostrare i cambiamenti che avvengono nel cervello di chi suona uno strumento sin dalla tenere età è uno studio che sarà ufficialmente presentato il prossimo 23 dicembre a Chicago nell’ambito dell’annuale meeting della società di Radiologia del Nord America.

Per la ricerca, gli studiosi hanno sottoposto a lezioni di xilofono 23 bambini sani di età compresa tra 5 e 6 anni  valutandoli prima e dopo la formazione musicale attraverso l’Imaging con tensore di diffusione, uno strumento di risonanza magnetica che permette di ottenere immagini tridimensionali. Questa tecnica avanzata della RM mostra il movimento delle molecole d’acqua extracellulari lungo gli assoni, cioè quei milioni di fibre nervose che compongono la materia bianca cerebrale e che si comportano come i cavi di comunicazione che collegano varie regioni del cervello. Bene, dopo nove mesi di lezioni musicali, le RM dei bambini che hanno partecipato alle sperimentazione mostravano un aumento della lunghezza della fibra degli assoni in diverse aree del cervello.

 

La musica stimola le reti neurali

 

La musica può ottimizzare la creazione di reti neurali e stimolare le vie cerebrali esistenti” ha spiegato il dottor Pilar Dies-Suarez, capo radiologo dell’Ospedale infantile Gomez di Città del Messico. Di fatto per svolgere un’attività musicale “è necessario creare più connessioni tra i due emisferi del cervello“. Altri studi in passato hanno dimostrato che autismo e deficit di attenzione da iperattività comportino una diminuzioni di volume e collegamenti nella fibra della corteccia frontale del cervello. I risultati di questa ricerca diventano quindi importanti anche per la creazione di strategie mirate di trattamento alle due diverse patologie.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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