Le stanze dell’addio: romanzo sull’assenza

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Un romanzo sul distacco e sull’assenza, Le stanze dell’addio, di Yari Selvetella (Bompiani, 2018).

La storia di un uomo che ripercorre i suoi ricordi e la vicenda della malattia della moglie, madre dei loro tre bambini. Un romanzo suddiviso in molti brevi capitoli, come fotografie di piccoli eventi che compongono una vita.

Stanze d’ospedale e anche stanze interne a sé, dove cova la sofferenza e lo spaesamento. Ma anche coraggio e voglia di vita.

Un libro sulla separazione e sull’addio.

Scrittura a tratti ricercata, stile interessante e con un ritmo che accompagna attraverso la solitudine in cui ci precipita la mancanza.

Gli altri distanti, tranne uno. A volte gli sconosciuti, forse proprio perché osservano da un’angolatura distante, colgono qualcosa dell’altro, una gravità che nessun altro riconosce.

 

“Che amore inutile è l’amore che non protegge, l’amore che non cura e non difende”

 

Le parole dello scrittore Selvetella, nato a Roma nel 1976 e già autore di romanzi e poesie, nonché autore televisivo e inviato per Rai 1, ricordano lo smarrimento di chi resta; il senso di impotenza di chi sopravvive. Il senso di colpa di chi non può più amare la persona persa e se ne duole come se non fosse stato sufficientemente bravo a donare.

Emozioni e sensazioni, nel libro, connesse alla fisicità degli oggetti, dei muri, ancora stanze, descritte e vive nella memoria come aspetti preponderanti nei momenti che avvicinavano all’addio. Cose neutre che si imprimono nella memoria e diventano simboli di un’esperienza traumatica.

Affetti, viaggi, incontri, familiari, giochi, amori, gelosie, dolcezza, risate, tutto mescolato e connesso, perché appartenente allo stesso sentire e perché risiede nello stesso cuore e sulla stessa pelle di una sola persona, che deve imparare a tenere insieme le cose vissute e il proprio presente, per poter appartenere a un futuro e saperci accompagnare i figli.

Come sempre, quando c’è un qualche tipo di addio.

Francesca Laccetti Psicologa - psicoterapeuta, musicoterapista. Lavora con le famiglie e conduce laboratori di crescita personale con forme d'arte. Ha studiato canto, disegna e ama leggere e scrivere. Considera essenziali passione e apertura al cambiamento, per vivere bene.

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