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Le università milanesi ripartono dalle donne: arrivano le prime misure ad hoc

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Le università di Milano ripartono dalle donne: il Politecnico ha presentato un programma di aiuti per studentesse e dottorande, la Bocconi ha già lanciato, invece, un piano per favorire la carriera delle docenti, mentre la Bicocca ha inaugurato una scuola dell’infanzia interna per aiutare le accademiche mamme.

 

 

C’è ancora troppo divario con gli uomini

 

 

Nelle aule universitarie sono in maggioranza e la percentuale di quote rosa tra le docenti è in crescita, eppure la carriera delle donne nelle università italiane fatica a decollare se si fa il confronto con i colleghi maschi. Così, le università milanesi, tanto quelle pubbliche che quelle private, hanno deciso di mettere in atto iniziative che incentivino la carriera accademica delle donne: “Vincono ancora i machi e non è una questione di merito – ha spiegato Antonella Sciarrone, prorettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, intervistata dal Corriere  -. In caso di gravidanza o parto recente si dovrebbero prevedere deroghe per la presentazione di progetti di ricerca. In altri Paesi questi aiuti ci sono. Tutte le Università dovrebbero fare pressioni sul governo, altrimenti il rischio è che queste iniziative siano esclusiva degli atenei ricchi”.

Mentre il coro di voci che chiedono un cambiamento aumenta sempre di più, le università di Milano hanno annunciato la messa in atto di aiuti concreti: la Statale offre contributi per le rette di asilo e campus estivi e prevede l’iscrizione a tempo parziale delle studentesse che hanno figli fino a 5 anni; l’università Bicocca, dopo l’asilo nido aperto nel 2005, offre ora anche una scuola dell’infanzia e il telelavoro. Il Politecnico ha aperto due nidi, uno al campus Leonardo l’altro alla Bovisa, inoltre le dottorande anche se in maternità riceveranno l’assegno di ricerca che invece prima veniva sospeso.

Tutti provvedimenti, infine, che hanno l’obiettivo di riequilibrare la presenza delle donne all’università non solo nella percentuale di figure professionali, in particolare tra i docenti di prima fascia, ma anche nei corsi di laurea soprattutto tra le materie Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) dove le ragazze sono ancora poche, ma in questo caso la prima cosa da fare è cambiare la cultura e superare gli stereotipi di genere.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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