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Lettera a Erri – Risposta a “Lettere a Francesca” di Erri De Luca

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Lo scrittore Erri De Luca

Lo scrittore Erri De Luca

Erri De Luca scrive il piccolissimo libro “Lettere a Francesca” (ed. Dante & Descartes, 2 euro) con pre-Testo “Per un’altra Francesca”, in cui dice “quelle pagine…oggi le riaffido alla corrente che le fa arrivare in mani lontane, per un’altra Francesca che prenda queste lettere senza indirizzo e dica: sono mie”.

Lettere a Francesca
Lettere a Francesca


Lo stile originale e sensuale, intimo e incisivo, racconta di un’adolescenza, di un amore e di una vita che si affacciavano al mondo.
Approfitto di questa lettura, del mio stesso nome e dell’identica età, per rispondere all’invito di questo grande scrittore.

Sono un’altra Francesca. Nel 1977, sedici anni, anch’io.
Scrivevo, ho sempre scritto, come rifugio e fuga. Come antro in cui chiedere alla mia Sibilla modi e motivi. Scrivevo per capire, per lenire, per nuovo respiro.
Ho ritrovato, nelle Lettere a Francesca, lo stesso senso dell’essere sospesa che avevo. E che mi appartiene ancora. Di nuovo. O forse sempre, da allora.
Sedici anni e sospesa, in attesa del compiersi della giustizia che perseguivo; l’Avvocato, mi chiamavano. Un bisogno di difendere il debole, il piccolo.
Sedici anni e voglia di cambiare il mondo, come chiunque a quell’età; e come chiunque, con la certezza di riuscirci.
Sedici anni e in mente e nel cuore la voglia di un amore, di quelli per sempre.
Rabbia e ribellione, un fondo di malinconia e passione di vita.
Anche oggi mi sento sospesa, dopo un amore e un figlio.
La maternità mi ha compiuta.
E sospesa come quella ragazzina ribelle ancora in attesa, vissuta da parte per dar spazio alla laurea, al lavoro, i viaggi, le amicizie, i libri, la musica. Gli uomini.
Quest’altra Francesca ha imparato ad adattarsi, a rispettare le regole che non condivide, ma poi a combatterle, sempre, per quel senso di ribellione che le appartiene ma che oggi è in armonia col resto di sé.
Torna quella ragazzina, vien fuori dal suo angolo e le do nuova voce e speranza; o almeno, riconoscimento.
Vorrei proteggerla, sto imparando a farlo.
Le tue Lettere, Erri, una speranza di poter essere vista in retrospettiva, un riconoscimento postumo, di quei sedici anni da invisibile.
Oggi, mi accorgo di riprendere le cose in attesa e credo siano gli ultimi anni in cui poter dare compimento a ciò che ho lasciato incompiuto, per mancanza di strumenti da costruzione e assenza di conoscenza delle tecniche per costruire.
Una vita da rabdomante, me ne accorgo adesso. Bella. Piena.
Ho trovato, certo. Anche cose che non cercavo. Belle. Piccole e grandi.
Quest’altra Francesca ha imparato la fatica della posa delle pietre piccole, ma che una sull’altra, una accanto all’altra, danno un disegno immenso e prezioso.
E tu Erri, come stai, oggi? Cosa cerchi? E cosa possiedi?
Quando sali lassù, sulle tue montagne, cosa canticchi per ricordarti il respiro?
Tu, Erri, hai versi che implicano la vita, perché sei un poeta.
E io scrivo per rispondere a te, e per dire alla mia ragazzina in attesa, che lei e io, oggi, siamo insieme, e lo saremo fino alla fine del mondo e che vinceremo, o perderemo, assieme. Sola, non lo sarà mai più.

Francesca Laccetti Psicologa - psicoterapeuta, musicoterapista. Lavora con le famiglie e conduce laboratori di crescita personale con forme d'arte. Ha studiato canto, disegna e ama leggere e scrivere. Considera essenziali passione e apertura al cambiamento, per vivere bene.

Comment(1)

  1. Credo che la bellezza della capacità di scrivere sia quella di riuscire a far immedesimare il lettore nello scrittore, come se fosse lui a scrivere… E anche la lettura diventa catartica. Anche io divento un’altra Francesca quando leggo Francesca Laccetti.

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