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L’ex non restituisce i soldi? Occorre la prova di un contratto

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Le dinamiche di una relazione di coppia sono difficili da prevedere, ancora di più quando di mezzo ci sono somme di denaro. Lo sa bene una donna di Gorizia, che ha presentato ricorso in Cassazione per vedere condannato il suo ex compagno per indebito arricchimento: nel corso della loro relazione sentimentale, gli aveva prestato in più occasioni oltre 22mila euro per pagare i suoi debito, denaro che lui non le ha mai restituito.

Con sentenza del 7 novembre 2016 n. 22576, la Corte ha, invece, stabilito che era compito della ricorrente dimostrare l’esistenza di un contratto di mutuo da cui derivi l’obbligo alla restituzione. Inoltre non può lamentare che l’ex abbia trattenuto senza causa le somme di denaro ricevute, essendogli state date volontariamente nell’ambito di una relazione sentimentale.

 

 

Si può parlare di reato?

 
Affinchè la condotta di una persona sia scorretta, truffaldina, dolosa, occorre la sussistenza della prova che la dimostri. Pertanto il prestito di denaro ad un partner con l’accordo della restituzione è qualificabile, dal punto di vista giuridico, come contratto di mutuo: l’art. 1814 c.c. recita “le cose date a mutuo passano in proprietà del mutuatario” per cui l’ex compagno acquisisce una proprietà sui soldi che gli vengono dati, non si può più parlare dell’altruità della cosa e di conseguenza non può esserci neppure il reato di appropriazione indebita.
Diverso è il caso in cui l’agente raggiri il partner con false promesse e, sfruttando i sentimenti che nutre nei suoi confronti, ottenga favori economici. Anche in tal caso provare la truffa non è semplice. L’art. 640 c.p. richiede che l’agente abbia posto in essere artifizi e raggiri per indurre taluno in errore, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto con danno altrui, occorre cioè una condotta fraudolenta che conduca la vittima a una disposizione patrimoniale, da cui derivi un ingiusto danno, causato alla stessa, e un altrettanto ingiusto profitto, per sé.

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

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