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L’HPV negli uomini

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Sebbene il virus dell’HPV colpisca maggiormente la popolazione femminile ciò non significa che il maschio ne sia immune. Attualmente si stima che fino al 65-70% dei soggetti di sesso maschile contrae un’infezione da uno o più ceppi di HPV (oncogeni e non) durante l’arco della vita con un andamento particolare e non sovrapponibile a quello riportato per il sesso femminile.
I fattori di rischio dell’infezione da HPV sono rappresentati da un precoce inizio dell’attività sessuale, da abitudini sessuali caratterizzate da elevato numero di partners e dalla presenza di una condizione di immunodepressione congenita o acquisita, non è poi da escludere che la trasmissione possa avvenire anche con un contatto fisico, se ci sono cellule virali attive e se sono presenti lacerazioni, tagli o abrasioni nella pelle e/o mucose.

 

 

Le conseguenze causate dall’HPV

 

 

L’infezione da HPV può avere 2 principali conseguenze:
lesione asintomatica, latente o subclinica, in queste ipotesi il maschio non presenta sintomi e non ha alcuna manifestazione esterna o visibile del virus, diventa il cd “portatore sano”;

  • lesione clinicamente manifesta. Il maschio presenta segni o lesioni sugli organi genitali, a livello perianale o orofaringeo. Le manifestazioni sintomatiche più comuni sono i condilomi acuminati, le forme tumorali dell’area anogenitale e orofaringea e i papillomi laringei.

In genere, il virus HPV è asintomatico. Anche quando il virus provoca alterazioni delle cellule cutanee, queste alterazioni sono spesso così marginali da risultare impercettibili. Quando il virus HPV causa delle alterazioni visibili, la conseguenza più comune sono i condilomi, che compaiono generalmente intorno all’ano o sul pene, lo scroto (testicoli), l’inguine o le cosce. I condilomi assumono un aspetto variabile, da piccole chiazze squamose ad escrescenze pronunciate. Non rappresentano una patologia grave e possono essere curate con un trattamento mirato, farmacologico o chirurgico, sebbene possano ripresentarsi se il sistema immunitario non riesce a eliminare completamente il virus HPV. Nel maschio i condilomi anogenitali sono la più frequente manifestazione dell’infezione mentre è sicuramente più raro riscontrare la patologia neoplastica, più frequente invece nella donna.

In Europa nel sesso maschile si registrano 329.000 casi per 1000 abitanti vs. 292.000 per 1000 abitanti nel sesso femminile. In Italia i Sistemi Sentinella dell’Istituto Superiore di Sanità hanno mostrato una maggior prevalenza della condilomatosi nel sesso maschile, soprattutto tra i giovani di età inferiore ai 25 anni, con un preoccupante trend in aumento negli ultimi anni (il numero di casi è duplicato tra il 2004 e il 2008.
Per contro, le neoplasie HPV-correlate nell’uomo riguardano principalmente l’apparato genitale e il distretto orofaringeo. L’80-95% delle neoplasie anali, almeno il 50% delle neoplasie del pene e il 45-90% delle neoplasie della testa e del collo sono correlate ad HPV. Nel mondo nel sesso maschile sono stati riportati 33.800 casi/anno di neoplasie HPV-correlate, di cui 15.497 da HPV 16-18.

 

 

Prevenzione e cura

 

 

Al momento non esistono, oltre alla vaccinazione, strumenti preventivi nei confronti delle infezioni da HPV nella popolazione maschile sessualmente attiva. L’utilizzo del preservativo, seppur associato ad un minor rischio di contrarre l’infezione e ad una sua minor durata, non elimina totalmente il rischio. L’unico vaccino attualmente approvato per l’utilizzo nel sesso maschile è il vaccino quadrivalente contenente i sierotipi 6,11,16,18. Tale vaccino ha mostrato nel sesso maschile una buona immunogenicità, simile e non inferiore a quella riportata nel sesso femminile.

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