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Libertà violata: cos’è la riduzione in schiavitù

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La riduzione in schiavitù è una grave violazione dei diritti fondamentali, esplicitamente vietata della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che colpisce uomini e donne, ragazze e ragazzi, non solo in paesi extra europei ma anche all’interno dell’UE, provocando una profonda ferita, che spesso perdura per tutta la vita. Potrebbe sembrare un fenomeno anacronistico eppure c’è ancora chi riduce un proprio simile a mera res, esercitando poteri di signoria corrispondenti a quelli del diritto di proprietà.
È recente una decisione della Cassazione che ha dovuto pronunciarsi sulla condanna di un uomo per la riduzione in schiavitù della propria moglie e dei figli minorenni nonché la violenza sessuale in danno della sola moglie. Nella sentenza n.15632 del14 aprile 2016, la Corte ha aggiunto che le “fattispecie criminose di riduzione o mantenimento in schiavitù o servitù hanno tutte in comune lo stato di sfruttamento del soggetto passivo, ed implicano per loro natura il maltrattamento del soggetto passivo, a prescindere dalla percezione che questi ne abbia, sicché non può ritenersi, in ragione del principio di consunzione, il concorso con il reato di maltrattamenti in famiglia può ritenersi sussistente solo nel caso di assenza di una condizione di integrale asservimento ed esclusiva utilizzazione del minore ai fini di sfruttamento economico, quando la condotta illecita sia continuativa e cagioni al minore sofferenze morali e materiali”. Infatti nel caso di un minore, il reato, ravvisandosi a carico di chiunque, ben può configurarsi anche a carico dei genitori che abusino della propria autorità, disponendo dello stesso minore come cosa propria.

 

La strategia dell’UE per combattere la tratta di esseri umani

 

La tratta di esseri umani è un fenomeno transnazionale complesso e può essere affrontato efficacemente solo se gli Stati membri lavorano insieme in un modo coordinato. L’Unione Europea ha dimostrato un forte impegno in tal senso, mettendo a punto un quadro giuridico e politico globale in cui le vittime hanno un ruolo di primo piano attraverso l’istituzione di meccanismi adeguati a garantirne l’identificazione, la protezione e l’assistenza, inclusa l’ assistenza legale nei procedimenti penali, con particolare riguardo per i minori.
Sono, altresì, previsti anche diversi progetti di finanziamento volti alla formazione adeguata e periodica di coloro che sono impiegati nella lotta contro questi reati nonché misure adeguate al perseguimento dei criminali, che avranno uguale trattamento in tutti gli Stati membri.

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

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