0

L’infezione da HPV: malattia tutta femminile?

0
0


L’infezione da Hpv ovvero da papilloma virus umano è molto frequente nella popolazione: si stima infatti che fino all’80% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita con un virus Hpv, con un picco di prevalenza nelle giovani donne fino a 25 anni di età. L’infezione da HPV è più frequente nella popolazione femminile. L’assenza di sintomi ne favorisce la diffusione poiché la maggior parte degli individui affetti non è a conoscenza del processo infettivo in corso.

I papillomavirus umani sono piccoli virus a Dna. La maggior parte delle infezioni da Hpv è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. Il virus HPV determina una scarsa risposta immunitaria, poichè non entra nel circolo ematico, ed agisce solo a livello locale.
Il 60-90% delle infezioni da Hpv, incluse quelle da tipi oncogeni – cioè quei tipi che possono causare l’insorgenza di lesioni di tipo cancerogeno- si risolve spontaneamente entro 1-2 anni dal contagio. La persistenza dell’infezione virale è invece la condizione necessaria per l’evoluzione verso il carcinoma. In questo caso, si possono sviluppare lesioni precancerose che possono progredire fino al cancro della cervice. Il tumore della cervice uterina (collo dell’utero) è stata la prima neoplasia ad essere riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità come totalmente riconducibile ad una infezione: essa è infatti causata nel 95% dei casi da una infezione genitale da HPV.
In caso di infezione persistente, il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa 5 anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni (20-40 anni). Ci vogliono però molti anni perché le lesioni si trasformino, e solo pochissime delle donne con infezione da papilloma virus sviluppano un tumore del collo dell’utero.

 

 

I metodi di trasmissione

 

 

Il virus si trasmette per via sessuale, anche se non necessariamente in seguito ad un rapporto sessuale completo. In alcuni casi l’infezione può essere trasmessa da una persona all’altra molti anni dopo che una delle due persone l’ ha presa. Il fatto di avere l’infezione può quindi non avere nulla a che fare con l’ attuale compagno. La trasmissione attraverso contatti genitali non penetrativi è possibile, pertanto l’uso del preservativo, sebbene riduca il rischio di infezione, non lo elimina totalmente dal momento che il virus può infettare anche la cute non protetta dal profilattico. È ammesso che la trasmissione possa avvenire anche con un contatto fisico, se ci sono cellule virali attive e se sono presenti lacerazioni, tagli o abrasioni nella pelle e/o mucose. Il Virus HPV dall’esterno, riesce quindi ad infettare le mucose solo se è presente una lesione che espone l’epitelio parabasale. Una volta penetrato nelle cellule, il virus HPV fonde il suo DNA con il DNA della cellula ospite, il cui ciclo vitale viene così alterato. Le cellule displastiche – quelle cioè in cui è in atto una trasformazione e che pertanto si considerano alterate – dagli strati profondi iniziano a migrare verso la superficie, dove rilasciano verso l’esterno le particelle virali.

Diana Ferrara Ama le lingue e i viaggi “on the road” auto-organizzarti, alla scoperta dei piccoli gioielli del Mondo. Sogna di diventare magistrato. Nel frattempo, si divide tra la frenesia della città e la casa in campagna, nella quale si rilassa con un buon libro tra gli alberi da frutta.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *