0

Linguaggio dei gesti: ecco come si esprimono i bambini

0
0


È la più antica forma di comunicazione mai esistita e a quanto pare conserva la sua forza espressiva soprattutto perchè adoperata dai bambini. Il linguaggio dei segni è, secondo Etta Wilken, docente di Pedagogia specialistica presso l’Università di Hannover, un importante approccio per favorire lo sviluppo linguistico del bambino.

Linguaggio dei gesti: primo approccio per interpretare i bisogni dei piccoli

 

Prima che i bambini comincino a parlare, sono in grado già di distinguere e si esprimono con i gesti, più che con i suoni. La gestualità rappresenta infatti per i più piccoli un modo utile per comunicare i propri bisogni. Ma quanti di noi riescono realmente a comprendere il linguaggio infantile?

Un proverbio ribadisce che ‘il figlio muto lo capisce la mamma’: ebbene, la ritualità espressiva del volto, delle mani, ha una sua importante valenza. Basti pensare che in caso di non conoscenza di una lingua straniera, anche l’adulto, all’estero, usa i gesti come aiuto naturale per esprimersi.

L’abitudine di un bimbo che non riesce ad emettere suoni, è quella di segnare con le mani ciò che si desidera o rigetta. La motricità infantile, rispetto a quella della lingua, è molto sviluppata, pertanto i bimbi, al momento giusto, usano i segni per comunicare ad esempio un saluto. Il classico ‘ciao ciao’, si esegue con un movimento altalenante della manina, mentre ‘indice puntato’ è indicativo di quello che si vuole ottenere o rimproverare. Dai segni nasce insomma la consapevolezza del linguaggio.

Non è un caso che, anche in per i disturbi della parola o la sindrome di Down, i gesti diventino l’unico modo per dare definizione alle cose. I gesti deittici sono accompagnati spesso dallo sguardo diretto al destinatario cui si vuole parlare e seguono una natura triadica (bambino-adulto-oggetto/evento). Le indicazioni dei vostri figli o nipoti, fateci caso, implicano l’alternanza dello sguardo fra bambino e interlocutore. Le più importanti sono quelle con cui il piccolo chiede l’intervento o l’aiuto dell’adulto.

A partire dai 12 mesi circa, fanno invece la loro comparsa nuovi tipi di gesti, detti rappresentativi, appresi prevalentemente per imitazione del genitore o dei grandi con cui si è a contatto. E’ in questo periodo che bisogna dunque stare attenti a cosa si dice o fa in presenza dei bambini, perchè il gesto da lì a poco si concretizzerà in parole e comportamenti, determinando la crescita del bimbo in modo significativo.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *