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Lo spot dell’Audi al Super Bowl sull’uguaglianza salariale

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È l’evento più atteso dello sport statunitense. Quello che catalizza le attenzioni, e quasi blocca un’intera nazione; è la finale di Super Bowl del campionato di football della NFL. Un vero e proprio evento mediatico, tanto che pare sia l’Evento per eccellenza, il più seguito al mondo. Non stupisce allora che gli spazi pubblicitari siano cercati proprio come, restando in tema, un giocatore cerca di fare touchdown.

Cifre astronomiche a parte – la pubblicità più costosa è quella che va in onda tra l’inno statunitense e l’inizio della partita e quest’anno ad aggiudicarsi quello spazio è stata la Ford che ha sborsato qualcosa come 15 milioni di dollari – i promo del SB sono diventati negli anni sempre più attesi. Nuove campagne che diffuse durante l’incontro dell’anno, con milioni di telespettatori non solo dagli USA ma da tutte le parti del mondo, hanno un sapore particolarmente sociale e che a volte hanno anche fatto discutere.

Tra gli spot andati in onda lo scorso 5 febbraio, quando si è svolta la finale del Super Bowl, c’era quello di Audi. Niente effetti speciali in stile Hollywoodiano, nessuna star dello showbiz eppure la pubblicità del noto marchio automobilistico tedesco è stata tra le più apprezzate. Temi soprattutto sociali, si diceva, quelli trasmessi nei frammezzi pubblicitari del Super Bowl, e allora ecco che quello che colpisce di più dell’Audi è il messaggio quanto mai attuale: uguaglianza salariale tra uomini e donne.

 

 

“Uguale retribuzione per uguale lavoro”

 

 

“ Audi si impegna per la parità di retribuzione per uguale lavoro. Il progresso è di tutti”. Questo il messaggio finale che si legge nello spot. Si intitola “Daughter” (figlia, ndr) e appunto la protagonista della clip è una bambina impegnata in una gara di go kart. Ad accompagnate le “imprese” della ragazza, che dimostra di essere abile quanto se non di più degli avversari maschi, c’è la voce in sottofondo del padre che si chiede quante ingiustizie dovrà affrontare la figlia solo per il fatto di essere nata donna.

Che cosa dico a mia figlia? Che suo nonno conta più di sua nonna? Che suo padre vale più di sua madre? Che nonostante la sua istruzione, la sua determinazione, le sue abilità, la sua intelligenza, verrà automaticamente valutata meno di qualsiasi uomo incontrerà? O forse, sarò capace di dirle qualcosa di diverso”. Quel qualcosa di diverso che, hanno voluto sottolineare i boss di Audi, parte dal progresso inteso prima di tutto come uguale trattamento salariare per i lavoratori, indipendentemente dal sesso.

Apprezzato da molti, criticato da alcuni. Non sono infatti mancati commenti, sulla pagina Facebook di Audi, che sottolineano come su 14 membri del consiglio di amministrazione dell’azienda solo 2 siano le donne presenti.

 

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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