0

Lo stress è donna: tra lavoro e vita domestica, il gentil sesso si ammala di più

0
0


“Il lavoro nobilita l’uomo ma lo rende simile alle bestie”, diceva un vecchio adagio. A giudicare dal risultato di una nuova ricerca americana, sembrerebbe proprio così, soprattutto nel caso del gentil sesso. Se è vero, infatti, che le donne sono più reattive dei colleghi, che si impegnano maggiormente per raggiungere un risultato e che riescano, grazie all’innata propensione ‘multitasking’, a svolgere più mansioni nello stesso tempo, è anche vero che – alle prese con numeri, calcoli, ore alla scrivania e obblighi casalinghi – si ammalano di più.

Secondo uno studio, condotto dall’ Ohio State University e pubblicato sul Journal od Occupational and Environmental Medicinè, sottoporre il proprio fisico a uno stress eccessivo potrebbe avere gravi conseguenze: una giornata media di lavoro dovrebbe essere di circa 8 ore ma spesso le donne a fine settimana si ritrovano “addosso” 40, 50 o, addirittura, 60 ore di incombenze. A lungo termine, spiegano gli esperti, questo stress continuo, dato non solo dal ruolo lavorativo ma anche da quello domestico, porterebbe ad un aumento di diabete, tumore, problemi cardiaci e artrite. “Le donne, specialmente quelle che devono gestire anche la famiglia, sentono gli effetti di un impegno molto intenso e possono incappare in una serie di malanni e patologie“- spiega, a tal proposito, il coordinatore Allard Dembe – “Gli effetti collaterali non si avvertono subito ma vengono a galla solo con il passare degli anni, quando ormai è troppo tardi. Il discorso non riguarda solo le donne più mature, coinvolge tanto le ventenni e le trentenni: perciò è necessario che tutte prestino attenzione a quanto tempo passano tra ufficio e pc”.

 

Stress da troppo lavoro: gli uomini vivono meglio

 

Per quanto riguarda gli uomini? A loro, tutto questo non succede: anzi, sembra proprio che, vivendo una carriera fatta di straordinari, possono andare incontro sì al rischio di artrite ma non incappare in altre malattie croniche. Inoltre, coloro che lavorano dalle 41 alle 50 ore settimanali, possono addirittura vedere benefici sullo stato di salute, grazie ad un calo di depressione, malattie cardiovascolari e problemi respiratori.

Dunque sì, avete letto bene: a rimetterci è solo il gentil sesso. E questo, alla lunga, preclude loro anche la possibilità di avanzamento di carriera. L’indagine svela, infatti, che le aziende che occupano donne sono costrette a monitorarle sottoponendole a screning costanti, ore di life coaching e supporti mirati: un grande deterrente all’assunzione.

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *