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Ma la poesia serve ai bambini?

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La poesia è uno spazio di libertà. Chi di noi non ha mai istintivamente messo in versi un’idea, un sogno, un’emozione? Perché la poesia è un tempo di emozioni, appunto: deve evocare, suggerire, far immaginare.
La poesia ha licenze letterarie, quindi deroghe alla grammatica, alla sintassi, in nome di una rima, di un ritmo, di un piacere di trasgressione. La poesia esprime scene, è voce dei pensieri, è sintesi emblematica e simbolica. E’ criptica o realistica; fotografa o sfuma, ricorda o prevede. Di poche parole o prolissa, è un viaggio danzante fra rive lontane, è una nuotata al largo, è un volo spiccato nel cielo del romanticismo, della fantasia, dell’espressione compatta ed essenziale.
I bambini spesso creano versi spontaneamente e questa è la conferma che la poesia è comunicazione che attinge alla libertà di provare emozioni, affonda le radici nella delicatezza dell’anima, diventa una scala verso le stelle per chi ha il coraggio di tenere alta la testa.
I poeti esprimono un sentire, parlano di sé, del mondo, di ideali, di sentimenti, di assenze. Nei versi, una parte di anima. Nei momenti bui, o in quelli gioiosi, bisogna trovar spazio e tempo per la poesia. Nei giorni di guerra, sovente ci sono poeti a raccontarne la tragedia, sono le loro voci a fare da testimoni inquieti, da sofferenti e stoici difensori della pace. E quando un cantautore ci piace particolarmente, lo definiamo un poeta. Tutto quel che è particolarmente bello, lo definiamo poesia.

 

Poesie per bambini



Un bel libro di poesie per bambini, fra i tanti che per fortuna esistono, è “Un salto e tocchi il cielo”, di Fiona Waters, Einaudi edizioni.
Giochi e monellerie, aspettative e feste, amori e genitori, scuola e perdite.
I bambini non hanno bisogno soltanto di tecnologia e videogiochi, di cellulari e pc; per crescere completi, per dar spazio alla creatività, che è tratto dell’intelligenza e risorsa per trovare soluzioni ai problemi e saper stare in angolature difficili quando la vita ti ci costringe; per non perdere la spinta spontanea all’invenzione romantica; per non strappare le radici dai sogni, che soli ti portano a combattere, a ricominciare a credere dopo un dolore e fanno uscire da sé l’eroe che è in ciascuno; per non far rattrappire l’anima lirica aperta al mondo, all’Universo, agli ideali, alle emozioni; per coltivare i sentimenti; per aver cura della comunicazione e della relazione con l’altro attraverso l’espressione di se stessi e di quel che ci circonda, per contribuire a far tutto questo la poesia è un modo ideale e divertente. Filastrocche, haiku, limericks, i bambini possono giocare con le rime e con le parole, dando pienezza a ciò che sentono.

Il loro mondo è il virtuale e non possono e non devono starne fuori. Ma per avere uomini e donne capaci di affrontare la vita, di reggere la sofferenza inevitabile dell’esistenza, in grado di stare dentro a una relazione d’amore, che vuol dire amare e lasciarsi amare, forti abbastanza da tollerare e riconoscere le proprie emozioni, di dare un nome a ciò che provano, coraggiosi sufficientemente da riuscire a prendere decisioni e fare scelte (che implicano rinunce), curiosi per esplorare ciò che li circonda, per non rimanere piccoli in un piccolo mondo, per avere speranze e obiettivi, passioni e sorrisi, senza farsi sovrastare dalle rabbie e dalle paure, un libro di poesie lungo la vita è un bell’aiuto.

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Francesca Laccetti Psicologa - psicoterapeuta, musicoterapista. Lavora con le famiglie e conduce laboratori di crescita personale con forme d'arte. Ha studiato canto, disegna e ama leggere e scrivere. Considera essenziali passione e apertura al cambiamento, per vivere bene.

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