0

Mai innamorarsi del proprio prodotto! In meno di un anno è già vecchio

0
0


business aziendeNel 1948 la Columbia Records ha lanciato sul mercato il disco in vinile e per trent’anni è stato l’unico supporto pre-registrato che i consumatori hanno acquistato per ascoltare la loro musica preferita. Seppur oggi è per i nostalgici un oggetto prezioso, all’epoca i giovani degli anni ’80 hanno accolto  senza remore l’arrivo della musicassetta, sicuramente più comoda e versatile di un 33 giri. Non è stata molto diversa la sorte di quest’ultima con l’avvento del CD (compact disc), che poi ha lasciato il posto al lettore mp3. Nel 2015 abbiamo tutta la nostra musica preferita sul nostro smartphone, con l’ausilio di app che ci permettono di ascoltarla addirittura gratuitamente.

Dal disco in vinile allo smartphone oggi continuamente nelle nostre mani, la tecnologia ha apportato dei grandi cambiamenti non solo negli oggetti che usiamo abitualmente, ma anche nel nostro modo di pensare e di vivere, e tutto ciò non solo nel campo della musica, ma in tutti i settori.

Il ciclo del business è e sarà sempre più breve. Tempo addietro le imprese potevano permettersi di fare business con uno stesso prodotto per decenni, ma ora non è più così. E’ questione di pochi anni, se non addirittura mesi: spesso un prodotto in meno di un anno è già obsoleto.

La tecnologia si rinnova continuamente e i consumatori sono sempre più rapidamente ricettivi sulle ultime novità relative ai loro prodotti preferiti di cui raccolgono facilmente le informazioni sul web e di cui con la stessa facilità condividono nell’immediato recensioni e opinioni con altri utenti.

Le aziende che non riescono a comprendere l’effettiva durata del ciclo di business dei loro prodotti e dei loro servizi e che non riescono quindi a innovarsi, avranno vita breve.

Spesso imprenditrici e imprenditori in difficoltà danno colpa alla crisi o ad altri fattori esterni per la mancata crescita o, peggio ancora, per il fallimento della loro impresa, ma in realtà non è proprio così. La crisi può influenzare l’andamento di un’azienda, ma non può essere la causa principale del fallimento. Altrimenti non si spiegherebbe come mai, mentre molte imprese chiudono, molte altre nascono e crescono con grande successo.

ciclo business innovazione

Perché le aziende non riescono a cogliere per tempo i nuovi bisogni dei clienti? Il problema maggiore è il loop mentale in cui si trovano generalmente imprenditrici e imprenditori, nonché l’incapacità di uscirne. Trascorrono gran parte del loro tempo alla ricerca di soluzioni  a di ogni genere problemi, alle urgenze e alle scadenze, non delegano, e contestualmente rimandano giorno dopo giorno la propria formazione e quella dei collaboratori, le attività di ricerca di mercato,  la definizione e la pianificazione di nuovi obiettivi. In sintesi, trascurano tutte quelle attività strategiche nonché vitali per l’innovazione aziendale. Senza innovazione un’impresa non può crescere, può solo sopravvivere fino alla prossima crisi.

Riorganizzare il proprio tempo lavorativo e quello dei propri collaboratori, in modo da dare spazio alle attività strategiche, le uniche che possono davvero fare la differenza per un’azienda, è il primo grande passo verso la crescita. Senza questo passaggio, ogni azione positiva rischia di cadere nel vuoto e non portare alcun risultato apprezzabile.

Tempo Stephen CoveyTra le diverse tecniche di gestione del tempo, la più semplice e intuitiva è sicuramente quella di Stephen Covey, un uomo d’affari e scrittore degli Stati Uniti. Con la sua “Matrice di gestione del temo o ha suddiviso le attività quotidiane in quattro quadranti: Importante-Urgente (scadenze, emergenze, crisi), Importante-Non Urgente (formazione, crescita personale, innovazione e strategie), Non Importante-Urgente (telefonate, riunioni, e-mail), Non Importante-Non Urgente (social network e faccende di routine).

Solitamente gran parte delle persone, non solo in ambito aziendale, trascorrono quasi l’80% del tempo nel quadrante Importante-Urgente e il tempo restante nei quadranti Non Importante-Non Urgente e Non Importante-Urgente. Chi gestisce il proprio tempo in questo modo, quasi mai lo dedica a ciò che è di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo, il quadrante Importante-Non Urgente: la qualità di un’azienda.

Antonella Zabarino Sociologa e Presidente di Progesia, società di consulenza strategica aziendale. È una sostenitrice attiva delle Pari Opportunità i cui valori cerca di trasmettere ogni giorno a suo figlio Samuele e a sua figlia Vivien. Il mare è la sua fonte d'ispirazione, il reiki la sua filosofia di vita.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *