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Malati di amore: tra controllo, possesso e manipolazione

Ci sono relazioni di amore e relazioni di potere.
E poi ci sono parole, gesti o silenzi che non lasciano lividi sul corpo, ma feriscono l'anima...

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Ci sono relazioni di amore e relazioni di potere.

In una relazione di amore, lo stare bene in coppia è legato in egual misura alla soddisfazione dei propri bisogni e di quelli del partner e improntato alla libertà di essere come si è e di esprimere i propri sentimenti senza paura di perdere la persona che si ama. Esiste un Noi che non soffoca la dimensione individuale e la sensazione comune è di benessere e di sicurezza.

In una relazione di potere, invece, l’equilibrio malsano della coppia si assesta intorno al bisogno dell’uno di possedere e controllare il partner e dell’altro di compiacerlo onde evitare scontri o interminabili musi lunghi. La violenza in tutte le sue forme, fisica, verbale, psicologica, trova terreno fertile proprio in una relazione di potere, dove i mezzi utilizzati per rendere l’altro, più spesso la donna, dipendente sono molteplici. C’è una violenza che non è fatta di rabbia espressa, di aggressività manifesta, di percosse e di pesanti insulti: è l’abuso emotivo, che non è sempre facile da riconoscere, specie quando  perpetrato tra le “sicure” mura domestiche. Quando si è malati di amore, infatti, si è inevitabilmente ciechi e troppo indulgenti nel trovare una giustificazione al comportamento manipolatorio del proprio compagno.

Come imparare a riconoscere un abuso psicologico?

Una parola, un gesto…possono essere più dolorosi di uno schiaffo, possono non lasciare lividi sul corpo ma graffiare l’anima e compromettere il benessere psico-fisico della persona.

In una relazione malata, l’uomo non accetta che la compagna abbia una vita, esigenze e spazi propri e per scongiurare il pericolo di perderla se non la controlla punta a renderla insicura e dipendente da lui. Come?

  • Svalutandola, umiliandola e criticandola continuamente, facendole sentire che non vale nulla e che nessuno al mondo riuscirebbe ad amarla come fa lui;
  • Allontanandola dai suoi affetti, dai suoi amici, da tutti coloro che potrebbero aprirle gli occhi e portarla a ragionare. Il partner violento è geloso, possessivo e cercherà di incatenare a sé la sua compagna in maniera esplicita, attraverso ricatti e minacce, o più subdola, facendole credere che gli altri siano in malafede e che rappresentino una minaccia alla loro relazione;
  • Mentendo apertamente e ridefinendo la sua condotta in modo tale da indurla a credere che certi comportamenti siano messi in atto per il bene della coppia e che le idee, le decisioni e i bisogni di lui siano in realtà di entrambi;
  • Facendola sentire in colpa, egoista e sbagliata tutte le volte che, timidamente, cerca di far venire fuori anche le sue esigenze sottraendosi alle richieste del partner.

In tutti questi casi, il meccanismo utilizzato è la manipolazione, in cui la violenza non si manifesta mediante azioni aggressive esplicite, ma in forma velata. Ciascuno è profondamente dipendente dall’altro perché il carnefice ha bisogno della sua vittima proprio come la vittima ha bisogno del suo carnefice e i partner sono complici nel mantenere questo equilibrio patologico in cui la gravità di certi comportamenti deve essere negata, ragion per cui è veramente difficile uscire da una simile prigionia.

La coppia mette in atto un gioco perverso in cui l’uomo è consapevole della fragilità psicologica della sua compagna, delle sue paure e del suo bisogno di ricevere approvazione degli altri e usa tutto questo per sottometterla. Lei, dal canto suo, ha una personalità molto debole, ha bisogno di qualcuno da cui dipendere e a cui aggrapparsi alla ricerca di continue conferme e farebbe di tutto pur di esorcizzare la paura di essere rifiutata e abbandonata. Per quanto possa apparire assurdo, questo genere di donna si sente rassicurata da una relazione di potere in cui non decide niente e la presenza dell’altro si sente, seppur sotto forma di controllo e di pressione psicologica. È per questi motivi che sarà sempre pronta a giustificarne i comportamenti e solo difficilmente ne metterà in discussione l’autenticità dei sentimenti.

Valentina Nappo Psicologa e psicoterapeuta individuale e di coppia a Napoli. Ama il suo lavoro, lo sport ed i viaggi e il suo sogno è scrivere un libro sull'amore e sui rapporti di coppia.

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