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Maria Falcone ai giovani: “Vorrei che foste consapevoli del vostro ruolo di testimoni”

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In occasione dell’approssimarsi dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone, assassinato con la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta nella strage di Capaci per opera di Cosa Nostra, il Presidente della Fondazione Falcone, la professoressa Maria Falcone, sorella di Giovanni, rivolge il suo messaggio ai giovani sulla questione legalità, convinta che il processo formativo dell’individuo rappresenti un momento centrale nel percorso di sviluppo di una coscienza civile.

 

Maria Falcone parla ai giovani di legalità

 

Dall’istante della morte del fratello, Maria Falcone non si è data pace ed ha continuato a divulgare il senso della legalità tra i ragazzi, proprio come avrebbe voluto il fratello, che per amor di giustizia perse la vita assassinato. Maria ancora una volta si rivolge ai ragazzi delle scuole italiane di ogni ordine e grado, spiegando loro che cosa è la mafia: “Vorrei che foste consapevoli del vostro ruolo di testimoni e di come le vostre azioni quotidiane nelle realtà in cui vivete rendono possibile la giornata del 23 maggio“. Con queste parole la prof saluta gli studenti di tutta Italia ai quali esprime “vicinanza e sostegno” in prossimità  del 24/mo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio.

A coinvolgere la sorella di Falcone è la manifestazione “Palermo chiama Italia” che si svolge sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Senato, durante la quale Maria Falcone continua: “I vostri sorrisi non sono risate fine a se stesse, ma espressioni di entusiasmo e partecipazione al 23 maggio che non rappresenta una messa di commemorazione, bensì il coronamento di qualcosa che parte dalla speranza e volontà di cambiamento”.

Non a caso, quando Giovanni Falcone diceva: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”, sperava che fossero le nuove generazioni a lottare per la legalità anche dopo la sua scomparsa, avvenuta il 23 maggio del 1992 con un’esplosione di 1000 kg di tritolo, sistemati all’interno di fustini in un cunicolo di drenaggio sotto un’autostrada.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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