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Lanza: “Prematuri, a Napoli è una vergogna. Per questo, mi impegno in politica”

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Cosa prova una madre quando sente per la prima volta il cuore del suo piccolo batterle dentro? Gioia, stupore, onnipotenza…E cosa può provare, quella stessa madre, a sapere il proprio figlio in pericolo, perché nato troppo presto? La sua forza, il coraggio con il quale stava generando il Mondo, si trasforma in disperazione, in rassegnazione…

 

Il Bruco: una Onlus al servizio di mamma e bebè

 

il brucoC’è tutto l’arcobaleno dei sentimenti nella realtà delle donne alle prese con un parto prematuro, creature alle quali viene negato il momento più bello della vita: a volte, infatti, la minore gestazione comporta rischi e problemi che il neonato porterà appresso per sempre. Per sostenere le mamme nel difficile percorso di recupero e per dare una speranza in più ai bambini, dal 2006 a Napoli opera la Onlus Il Bruco. Nata dall’esperienza diretta di Maria Rosaria Lanza (un figlio – oggi sanissimo – avuto a sole 27 settimane dopo 11 giorni di ricovero in utero) l’associazione combatte senza sosta per vedere garantiti i livelli assistenziali indispensabili alla sopravvivenza. Quello della Lanza è un vero e proprio grido, una denuncia secca contro le lungaggini della Sanità, contro la logica di un sistema che premia “il parente di…” a scapito della qualità, contro gli errori consapevoli di un governo troppo preso a voltarsi ‘dall’altra parte’ per smuoversi nella direzione giusta: “Una donna che ha una gravidanza a rischio, oggi, ha una grande probabilità di perdere il bambino e di questo nessuno sembra rendersi contro” – esordisce –. “Nel frattempo, siamo arrivati al 64% di parti cesarei, con un incremento del 20% dal 2012 in poi: una tragedia voluta, una fine che meriteremo fino a quando continueremo a dirottare fondi pubblici per finanziare le strutture private”.

La vicenda a cui fa riferimento è tristemente nota a tutti: nel 2012, per una caduta di calcinacci, si decise di chiudere il reparto di ginecologia ed ostetricia dell’Ospedale Annunziata. Il piano che c’era a monte si è palesato dopo: le risorse economiche a disposizione sono state investite per la SUN, dove è stato messo su un altro reparto, con le culle e buona parte del personale medico (eccetto due neonatologi, è di questi giorni la conferma che faranno tutti capo all’Università). “Il problema è che, al momento, la SUN non ha una terapia intensiva per adulti: come gestisci una situazione a rischio se non predisponi anche un aiuto immediato per le mamme?” – prosegue la Lanza –.“Il reparto si sta allestendo, ma con una portata inferiore all’Annunziata, che al momento della chiusura faceva 1500 parti l’anno. Ad oggi in Campania il trasporto neonatale è gestito malissimo e ci sono 24 incubatrici in meno rispetto ai bambini che nascono. Intanto, con la mia associazione, ho sempre trovato ostruzionismo: all’Annunziata mi sono dovuta affidare al primario di turno che mi concedeva la sua stanza, non ho mai avuto uno spazio né hanno mai voluto i miei psicologi; attorno ad altre strutture, invece, ruotano solo determinate associazioni: addirittura, in alcune di queste, lo scorso anno fu lanciata la proposta per cui tutti coloro che volevano accreditarsi con loro dovevano mettere a disposizione i fondi che raccoglievano, perché il bilancio doveva essere unico. È una situazione vergognosa”.

Per cercare di fare qualcosa ‘dal di dentro’, Maria Rosaria Lanza ha scelto di candidarsi, nelle fila del Pd di Valeria Valente alla X Municipalità (Fuorigrotta-Bagnoli): “Mi stava più che bene fare il volontario e cercare di aiutare tanti genitori nelle mie stesse condizioni ma la maternità, per me, è un mistero delicato, vulnerabile e in questi anni mi sono resa conto che molti guai accadono per mancanza di prevenzione. Voglio riuscire a dare di più”.

 

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/ilbrucotin/?fref=ts

 

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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