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Marocco: approvata legge contro violenza sulle donne

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Dopo un dibattito durato cinque anni il parlamento marocchino ha approvato la legge contro la violenza sulle donne. Approvazione che fa storia in Marocco, ma che viene contestata dai gruppi femministi che ritengono inadeguata la nuova norma.

 

 

Introdotto il sostegno alle vittime; non si puniscono le molestie coniugali

 

 

Nel giorno di San Valentino, nella giornata dell’amore per antonomasia, in Marocco arriva l’approvazione di una legge che prova a mettere i paletti a quello che amore non è. Centosessantotto i voti a favore, 55 i contrari e un iter lunghissimo, con il testo della nuova norma presentato per la prima volta nel 2013: questi i numeri della legge contro la violenza sulle donne approvata la scorsa settimana dal Parlamento marocchino. Fonti istituzionali enfatizzano il nuovo quadro giuridico, sottolineando come la legge ora criminalizzi per la prima volta nella storia del Marocco “alcuni atti considerati come forme di molestie, aggressioni, sfruttamento sessuale o maltrattamenti”, che prevedono pesanti sanzioni e, ancor più, sono stati inseriti meccanismi che permettano alle istituzioni stesse di prendersi cura delle vittime. Inoltre, una parte della legge è dedicata alla prevenzione e alla specifica richiesta di creazione di programmi di sensibilizzazione sulla violenza di genere e le sue conseguenze.

La legge è fortemente contestata, però, dalle femministe che sottolineano, invece, i punti deboli del nuovo quadro giuridico. Dalla legge resta, infatti, escluso il concetto di consenso, andando a modificare qualche articolo già esistente del codice penale, ancora basato su concetti arcaici (come i reati di pubblica decenza, che comprende tra l’altro anche lo stupro) e, d’altro canto, non riconosce le definizioni internazionali di violenza sulle donne, per cui, ad esempio, lo stupro coniugale resta impunito. Un punto sul quale anche i gruppi politici, come il Movimento alternativo per le libertà individuali, non sembrano voler soprassedere, accusando il parlamento di atteggiamenti retrogradi e misogini.

Nel complesso, il Marocco, rispetto ad altri paesi a maggioranza musulmana, ha negli anni promosso espressioni più moderate dell’Islam e di fatto gli atti estremisti sono molto rari nell’ex protettorato francese. Per questo motivo, anche sul piano dei diritti delle donne, lo stato nordafricano è più avanzato, tuttavia il codice penale e quello della famiglia continuano a mantenere principi che danneggiano le donne, limitando ancora le loro libertà. Da anni oramai, movimenti politici e ONG che operano sul territorio portano avanti la battaglia sui diritti delle donne e ancor più contro la violenza di genere, ma la strada è ancora in salita.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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