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Il Marocco vieta la produzione e vendita del burqa

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Il provvedimento è stato diramato dal ministero dell’Interno e la sua applicazione è avvenuta immediatamente, già dal 9 gennaio.


Dopo Francia e Germania è la volta del Marocco, dove il governo ha imposto il divieto di importazione e fabbricazione del burqa. Nei giorni precedenti all’ufficializzazione, i fabbricanti di burqa hanno ricevuto un avviso per iscritto, con l’obbligo di cessarne la produzione ed eventualmente riconvertire in altri abiti gli stock già confezionati. Mentre le autorità locali hanno avuto il compito di far arrivare la notizia a venditori ambulanti, grossisti e sarti.

Il provvedimento, si diceva, prevede la completa cessazione nella vendita e produzione del burqa e “chi contravviene a tale decisione, subirà il sequestro della merce e la chiusura del negozio”, come si legge dal volantino fatto circolare dalle autorità. Almeno per il momento, però, il provvedimento non prevede sanzioni per chi indossa il burqa.

 

 

Burqa vietato per motivi di sicurezza

 

 

Nonostante i funzionari del Ministero non abbiano rilasciato alcuna dichiarazione al riguardo, hanno comunque lasciato intendere che le ragioni di tale decisione siano legati alla sicurezza. Troppo spesso, infatti, i malviventi utilizzano proprio il burqa per nascondere come maschera, compiendo azioni criminali senza essere riconosciuti. L’ordine per il momento colpisce solo i produttori e i rivenditori, e non riguarda le donne che possono decidere di indossarlo o meno.

È, tuttavia, importante fare una precisazione; il burqa non il velo più utilizzato nella religione musulmana e anzi è un indumento tipico della regione afghana e in Marocco viene venduto in una sua versione rivisitata. Non si tratta, infatti, del lungo abito lungo (solitamente blu) con la retina a davanti agli occhi, ma di un copricapo, una sorta di grande foulard indossato dalle donne, con uno spazio per lasciare liberi gli occhi e nel paese le donne musulmano indossano soprattutto hijab e niqab. La decisione ha comunque generato polemiche e dissenso tra i gruppi religiosi più conservatori presenti in Marocco.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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