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“Maternal preference”: i figli di separati non devono vivere per forza con la madre

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“Allorché sussista conflitto genitoriale in ordine al prevalente collocamento dei figli, il criterio “guida” è il superiore interesse del minore non potendo al contrario trovare applicazione quello da alcuni definito come ‘principio della maternal preference’ (nella letteratura di settore: Maternal Preference in Child Custody Decisions), poiché criterio interpretativo non previsto dagli articoli 337-ter e seguenti del codice civile ed invero in contrasto con la stessa ratio ispiratrice della legge 54 del 2006 sull’affidamento condiviso”.

Si è così espresso il Tribunale dei Minorenni di Milano, sez. IX civile, decreto 13-19 ottobre 2016, che ha respinto il ricorso di una madre che chiedeva il mutamento del collocamento della figlia, con spostamento dall’abitazione del padre alla sua. È emerso che il padre ha mostrato una matura responsabilità genitoriale, al punto da non aver contrastato il desiderio della ricorrente ma da aver correttamente evidenziato l’importanza che un cambio di collocamento avvenga con modalità e tempi che preservino il prevalente e superiore interesse della minore, dimostrando ampia collaborazione e valido rispetto del diritto di accesso della madre alla figlia, focalizzandosi sull’effettivo interesse della figlia.

 

Principio della bigenitorialità

 

Il principio di piena bigenitorialità e quello di parità genitoriale hanno condotto all’abbandono del criterio della “maternal preference” ossia normative incentrate sul criterio della neutralità del genitore affidatario, potendo dunque essere sia il padre, sia la madre, in base al solo preminente interesse del minore, il genitore di prevalente collocamento, non potendo essere il solo genere a determinare una preferenza per l’uno o l’altro ramo genitoriale. Normative del genere sono univocamente anche quelle da ultimo introdotte in Italia dal Legislatore (in particolare, la legge 54 del 2006; ma anche la legge 219 del 2012 e il dlgs 154 del 2013).

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

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