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Mi scoppia il cuore! Aumentano le malattie cardiache femminili

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Ansia, stress e depressione sono riconosciute da diversi studi epidemiologici come fattori di rischio di elevata importanza nel determinare la comparsa della cardiopatia ischemica. Lo stress mentale si è dimostrato strettamente legato alle patologie cardiache ma i meccanismi di questo legame non sono ancora del tutto chiariti. Uno studio americano, infatti, sottolinea come lo stress impatti in modo differente sull’organismo di uomini e donne, soprattutto come sia più nocivo per il cuore femminile. Dalle ultime stime epidemiologiche la malattia cardiovascolare è un nuovo nemico, insidioso, che minaccia la salute delle donne.  Pertanto va oggi sfatato l’antico detto che l’infarto  è un disturbo tipicamente maschile.

 

Donne e cuore: prevenire i problemi si può

 

L’infarto nelle donne si può manifestare in maniera differente rispetto a quanto accade negli uomini. Spesso, infatti, spiega il dottore Domenico Miceli, responsabile della Cardiologia Riabilitativa Azienda dei Colli presidio CTO, “i sintomi non si manifestano chiaramente come nell’uomo: nessun dolore al braccio, ma solo pallore e stanchezza, soprattutto nella popolazione anziana, motivo per cui, le pazienti spesso arrivano in ospedale quando ormai è tardi per intervenire. Le donne si ammalano più tardi rispetto agli uomini grazie alla protezione ormonale che le preserva fino alla menopausa, e che impedisce di fatto l’aggravarsi dell’ateriosclerosi, principale causa delle malattie cardiocircolatorie. Ma superata quella soglia, le probabilità di ammalarsi sono uguali per entrambi. Fino a qualche decennio fa, le morti degli uomini per infarto erano superiori a quelle delle donne. Oggi non è più così perché i fattori di rischio si sono pareggiati: stress da lavoro, alimentazione disordinata, eccesso del fumo riguardano le donne tanto quanto gli uomini”.

 

Cosa suggerisce allora alle nostre lettrici per salvaguardare la salute del loro cuore?

Per avere e mantenere un cuore sano è necessario seguire uno stile di vita corretto, che abbini un’attività fisica costante a un’alimentazione basata sulla dieta mediterranea.

 

Quali esami dovranno fare le nostre lettrici, e con quale cadenza, per prevenire i disturbi cardiovascolari? Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si dovrà fare un controllo tra  i 18 e 30 anni, tre controlli tra 40  e 50 anni, un controllo ogni anno dai 50 anni in poi.  Gli esami di routine sono la visita medica, il test della pressione arteriosa, glicemia, colesterolo e frazioni lipidiche, elettrocardiogramma da sforzo, ecocardiogramma. Alla luce dei risultati, il medico può chiedere un approfondimento e altre indagini.

Raffaella Manzo Psicologa-psicoterapeuta e docente a contratto presso l'Università del Molise, intreccia vari interessi nella clinica, nella formazione e nella ricerca.Lavora come libera professionista occupandosi, tra l'altro, di crescita personale. Innamorata della professione, nel (poco) tempo libero le piace viaggiare, leggere e tutto ciò che è legato alla creatività.

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