0

Moda e charity: la #MFW apre ai non addetti ai lavori

0
0


Tante le tendenze che nell’era della globalizzazione arrivano da oltre Oceano e con il tempo assurgiamo come nostre. Tra queste, per esempio, c’è la good practice di raccogliere fondi da devolvere poi ad associazioni no profit, onlus, ONG e così via attraverso delle aste on line. Spesso si tratta di aste che prevedono la vendita di oggetti appartenuti alle star di Hollywood e quando alle stelle la causa sta veramente a cuore si può arrivare a vincere anche una cena con l’attore o attrice preferita: com’è successo ad una ragazza svizzera che lo scorzo marzo, dopo aver visto un’asta online appunto, è volata a Los Angeles per una cena a casa di Ian Somerhalder con tanto di proiezione privata dell’episodio del finale di serie per The Vampire Diaries. Tutto il ricavato è andato ad una fondazione per la salvaguardia degli animali (tema molto a cuore all’attore). E sempre dagli USA arriva una nuova tendenza che con la moda ha molto a che fare, visto che si tratta delle aste on line con le quali si possono acquistare biglietti per gli show durante le settimane della moda. E allora ecco che anche la Milano Fashion Week apre le porte ai non addetti ai lavori mettendo all’asta i biglietti delle prossime sfilate.

 

 

Vendere esperienze ‘impossibili’ facendo charity

 

 

Tante le maison che hanno aderito all’iniziativa:  da Versace, che ha messo all’asta due inviti first row con la possibilità tra l’altro di conoscere Santo Versace, fratello della più famosa Donatella, nel dietro le quinte della sfilata a Giorgio Armani, Ferragamo, N.21 e Fausto Puglisi che oltre ai biglietti ha messo all’asta anche un meet and greet in sua compagnia. E poi Trussardi, Max&Co, Aquilano Rimondi, Etro e la influencer Chiara Nasti che per contribuire alla buona causa ha messo a disposizione la possibilità di una pausa caffè da passare in sua compagnia durante la settimana della Fashion Week in programma dal 20 al 25 settembre. Ma non solo, perché altri brand hanno deciso di portare all’asta i propri capi Miu Miu, Stella McCartney, Tod’s e Prada.

Vendere quindi delle esperienze che sembrano impossibili per fare charity servira’ ad aiutare associazioni come Operation Smile Italia, che opera gratuitamente i bambini nati con il labbro leporino, o Lila Milano Onlu, la lega per la lotta all’AIDS, l’Associazione Amici del Centro Dino Ferrari che fa ricerche sull’Alzheimer e Art4Sports di Bebe Vio.

Le aste sul sito CharityStars.com hanno avuto inizio lo scorso 22 agosto e sicuramente andrà tutto a ruba, ma questa volta è tutto per una buona causa.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *