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Nadia Bouzekri è la prima donna presidentessa dei Giovani Musulmani d’Italia

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Si chiama Nadia Bouzekri, ha 24 anni è nata a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, da genitori marocchini; è la prima donna eletta presidentessa dei Giovani Musulmani d’Italia, la più importante associazione giovanile del mondo islamico presente nel nostro paese. L’elezione di Nadia Bouzekri segna un passaggio importante perché, oltre ad essere la prima donna presidentessa, il suo nuovo ruolo è un chiaro messaggio lanciato dall’associazione spesso accusata di estremismo. “L’associazione ha un chiaro statuto – ha dichiarato la Bouzekri – i membri che ne fanno parte non hanno mai avuto alcun coinvolgimento con pensieri estremisti, l’unica cosa davvero estrema nella mia vita è mio padre, che è molto interista”. Nadia è laureata in Lingue Straniere a Milano e si è affacciata al mondo dell’associazionismo già in età adolescenziale arrivando in pochi anni, non senza polemiche, a scalare le vette dei Giovani Musulmani.

 

“Non è un questione di essere maschio o femmina”

 

La sua elezione non è stata immune da polemiche che, paradossalmente, sono venute proprio dal mondo femminile: “Alcuni hanno espresso perplessità sulla possibilità di riuscire a fare tutti i viaggi che l’incarico richiede. Attraversare l’Italia da sola, con spostamenti notturni […]. Ognuno è libero di pensare quello che vuole. Non è una questione di essere maschio o femmina. Penso che la mia vittoria sia importante soprattutto perché nelle associazioni esiste un processo democratico con cui i soci possono votare e scegliere chi vogliono che li rappresenti e guidi. Noi lo abbiamo rispettato”. Vivere da musulmana in questo momento storico non è facile e ammette di essere stata scartata a colloqui di lavoro a causa del velo (che ha deciso spontaneamente di indossare), “Alcuni mi salutano dicendo ‘Ciao Isis’: io sono abituata ma cosa pensa un 14enne quando vive le stesse cose? Alla paura degli altri rispondo sempre con un sorriso e con la cultura. La conoscenza dell’altro e dei suoi valori permetteranno di non dubitare più dell’Islam. In Italia –conclude – i musulmani sono un milione e mezzo. Le istituzioni devono riconoscere l’Islam come seconda religione del paese, solo così nessuno si sentirà più escluso”.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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