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Nella Tunisia di Essebsi più diritti per le donne

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Dopo l’approvazione a luglio della legge contro la violenza sulle donne, continua in Tunisia il processo di uguaglianza senza distinzioni di sesso. Sempre più diritti per le donne del Maghreb, grazie al presidente Beji Caid Essebsi alla guida del Paese dal 2014; il leader della Tunisia, in un discorso tenuto il mese di agosto, ha fatto sapere di voler cambiare le leggi che regolano le nozze e le eredità: codici che ancora oggi danneggiano le donne.

 

 

Cambiamenti storici per la Tunisia che non piacciono ai sostenitori della Sharia

 

 

Voglio che la Tunisia raggiunga la totale ed effettiva uguaglianza tra i cittadini, uomini e donne, in modo progressivo”:questo lo scopo principale della presidenza di Essebsi, con le cui proposte di modifica alle leggi attualmente vigenti, le donne otterrebbero pari diritti di eredità degli uomini rispetto alla metà di quello che oggi spetta loro rispetto ai figli maschi. E sul matrimonio si apre alla possibilità di sposare uomini di altre fedi religiose, pratica concessa agli uomini ma che la sharia vieta alle donne. Un percorso di modernizzazione e uguaglianza iniziato da Essebsi già nel 2014, con l’introduzione di una nuova Costituzione che contiene diverse norme a tutela delle donne, che hanno permesso proprio a queste ultime di inserirsi nel mondo del lavoro e in appena tre anni diventare la principale forza lavoro della Tunisia.

Non mancano le proteste ai nuovi orizzonti politici del presidente: l’ex primo ministro Hamadi Jebali, a capo di un partito relativamente di moderazione, parla di atti che possono minacciare la pace sociale del paese. Perché le comunità islamiche più tradizionalisti sono ben più che presenti nel paese e proprio da loro vengono le principali opposizioni alle modifiche proposte da Essebsi, definendole come “una flagrante violazione dei precetti dell’Islam”. Un vero e proprio terremoto che non ha risparmiato i paesi confinanti come l’Egitto, paese in cui la primavera araba ha meramente fallito e ora i gruppi più legati alla sharia guardano con preoccupazione ai cambiamenti tunisini e alle possibili influenze. Diverso, invece, il caso del Marocco dove il cambio di rotta in favore di maggiori diritti per le donne è stato salutato con grande entusiasmo.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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