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Da New York a Londra passando per Roma: è “mono food” mania

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Una sola materia prima ma preparata e presentata in tanti modi diversi. Un locale piccolo dove sia possibile ordinare il take-away e un bancone in stile bar. È la base concettuale del mono food che sta prendendo piede in tutta Europa.

 

 

Patatine fritte, ravioli giapponesi, lasagne. Ma anche tiramisù e profiteroles: è il trend della specializzazione

 

 

Il mono food è il nuovo trend di ristoranti e pasticcerie e in Europa sembra, ormai, essere diventato la norma. A Londra, per esempio, un ristorante su dieci, di quelli aperti dalla scorsa primavera, punta su un solo cibo che fa da fil rouge a tutto il menù presentato ai clienti. Fra i luoghi più alla moda, gli analisti di NellyRodi (agenzia francese che si occupa di tendenze nel campo della moda, media, tecnologia e gastronomia) citano Bad Egg per le uova, Arancini Brothers per le arancine siciliane (ma non solo, perché si trova un po’ di tutto), Balls & Company dove poter mangiare le polpette e perfino uno degli street food per eccellenza, il kebab, diventa gourmet da Le Bab. A Soho, quartiere In di New York, c’è Topo Dog che si è specializzato negli hot dog, ma ci sono anche i formaggi da Chizu a Portland (Stati Uniti) e così via.

Parigi, però, sembra essere la capitale mondiale del mono food e i locali a tema abbondano già da qualche tempo: per gli squisiti ravioli giapponesi avvolti in pasta sottilissima (i gyozas) si va al Gyoza Bar. Le empanadas, fagottini ripieni tipici della cucina argentina, vanno invece a ruba da Clasico Argentino che nel menù offre anche il gelato. E che dire poi della pasticceria: sempre a Parigi c’è We are Tiramisù o anche Profiteroles Cherie che vende solo profiteroles, senza contare i maracons, i dolcetti colorati un po’ simbolo della Francia, che con Laduree sono diventati un marchio mondiale (negozi Laduree si trovano anche a Roma, Milano, Firenze e Lucca).

Arriviamo all’Italia. Anche il nostro Paese non sembra essere indifferente al mono cibo: qualche anno fa i giovani impazzirono per le patatine fritte olandesi di Amsterdam Chips che, accompagnate da 14 salse diverse e birre artigianali, decretarono il successo di una catena di friggitorie ormai diffusa un po’ in tutto lo stivale. Nella Capitale gli esempi di mono food si sprecano: c’è Lasagnam, il regno delle lasagne, di recente a pochi passi dal Colosseo ha aperto Maccheroni che fa solo rigatoni, mentre a Via Madonna dei Monti, poco distante da dalla metro Cavour, ha aperto dallo scorso maggio l’Avocado bar, il primo posto dove l’indiscusso protagonista è il frutto esotico food trend dello scorso anno e qui presentato dall’antipasto al dolce.

L’iper specializzazione piace ai consumatori – hanno spiegato gli analisti di NellyRodi –. Perché riflette una maggiore qualità e autenticità. Il settore della ristorazione è saturo e estremamente competitivo. Questi nuovi luoghi sono vincenti perché combinano la semplicità con sapori eccellenti, evocativi”. Nulla di nuovo: in realtà, le pizzerie, gelaterie e piadinerie in Italia esistono da sempre, la vera novità sta in quell’unico cibo scelto e reinventato.

 

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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