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#NiUnaMenos: due anni dopo, le donne scendono di nuovo in piazza

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buenos aires 03jun2015
Bajo la consigna #NiUnaMenos ciudades de todo el país se movilizarán para expreserarse contra la violencia de género. En la ciudad de Buenos Aires la marcha llegará hasta el Congreso Nacional. 
foto flor downes/telam/dsl

buenos aires 03jun2015 Bajo la consigna #NiUnaMenos ciudades de todo el país se movilizarán para expreserarse contra la violencia de género. En la ciudad de Buenos Aires la marcha llegará hasta el Congreso Nacional. foto flor downes/telam/dsl

Il movimento femminista argentino “Ni una menos” compie due anni e nell’anniversario della prima marcia collettiva, il 3 giugno 2015, le donne sono nuovamente scese per le strade Buenos Aires e altre città del paese per ricordare al mondo intero che il movimento nazionale ed internazionale non ha intenzione di fermarsi.

 

 

Ogni 26 ore una donna viene assassinata da un uomo che dice di amarla

 

 

Era il 3 giugno del 2015 quando le donne argentine scendevano in piazza e davano vita ad un lungo e spontaneo corteo che da allora ha preso il nome di Ni una menos. Una marcia che covava da decenni e che è servita ad esprimere quell’urlo di dolore per tutte le donne assassinate ogni anno. Dal quel 3 giugno sono passati due anni e le donne argentine si sono messi alla testa di un movimento che si è prima diffuso in tutto il Sud America e poi è diventato internazionale, trovando terreno fertile anche nelle manifestazioni femministe soprattutto europee. In occasione del secondo compleanno del movimento, le donne di Ni una menos lo scorso 3 giugno sono nuovamente scese in corteo per le strade di Buenos Aires e altre città argentine per ricordare tutte le donne vittime di violenza e chiedere al governo provvedimenti, ma soprattutto per ricordare al mondo intero che il movimento non ha intenzione di fermarsi.

Secondo i dati dell’organizzazione non governativa de le Mujeres de la Matria Latinoamerica 133 sono le donne uccise nei primi cinque mesi dell’anno: “Ogni 26 ore una donna viene assassinata. gran parte delle volte da uomini della sua stretta cerchia, in molti casi con denunce presentate in precedenza” ha dichiarato Raquel Vivanco coordinatrice del movimento. Il corteo dello scorso sabato era stato preceduto pochi giorni prima da un’altra manifestazione; sempre a Buenos Aires martedì 30 maggio, davanti al palazzo di giustizia di Plaza de Mayo, un gruppo di 130 attiviste ha dato vita ad un flash mob durante il quale le donne di sono lentamente denudate mentre al megafono qualcuno elencava tutti i vari modi con cui le donne sono assassinate. “Il femminicidio è un genocidio” campeggia sul grande striscione che accompagna le attiviste. Un messaggio forte per che inchioda il mondo di fronte la realtà quella cioè delle oltre 66mila donne che muoiono ogni anno per mano di uomini che fanno parte della loro cerchia ristretta.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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