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“Non dirmi cosa indossare”: in Turchia la protesta delle minigonne

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Dopo gli episodi di aggressione nelle scorse settimane nei confronti di ragazze vestite in maniera troppo provocante per i più conservatori, le donne in Turchia sono scese per le strade della città per gridare il loro diritto a vestirsi come meglio credono.

 

 

Donne che rivendicano la libertà di scelta

 

 

Come mi vesto non ti riguarda, giustizia per le donne”: questo lo slogan scelto per le proteste e l’immagine di un attaccapanni assunto a simbolo della rivolta. Sui social rimbalzano le immagini delle donne turche scese per le strade di Istanbul, precisamente a Kadikoy, il quartiere più progressista della città. La chiamano già la rivolta delle minigonne, ma tutto nasce dal movimento “Kiyafetime Karisma” che tradotto sarebbe “Non dirmi cosa indossare” creato da un gruppo di attiviste.

A dare il via alle proteste è stata qualche giorno fa la passeggiata con la minigonna della modella saudita Khulood che qualche settimana prima aveva sfidato il codice di abbigliamento del regina wahabita. Dopo di lei, le donne turche sono scese per le strade di Istanbul sventolando minigonne e gridando alla libertà di scegliere come vestirsi.

Un movimento, quello di “Non dirmi cosa indossare”, nato dopo una serie di aggressioni che si sono succedute nelle scorse settimane proprio a Istanbul ai danni di ragazze vestite in maniera troppo provocatoria secondo i loro aggressori; come Asema Melisa Saglem, giovane universitaria insultata e schiaffeggiata su un bus a causa di “un abbigliamento non adeguato al mese del Ramadan” – l’aggressore è stato poi rilasciato perché vittima, secondo le autorità, di una provocazione – o come la designer ventiquattrenne Cagla Kose, allontanata da un parco pubblico per lo stesso motivo.

La rivolta delle minigonne è solo l’ultima pagina della storia sulla contesa dell’abbigliamento in Turchia nata agli inizi del Novecento con Ataturk: questa volta però pare che le forze femministe del paese abbiano deciso di unire le forze per arrivare al capitolo conclusivo.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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