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Oggi è la Giornata Internazionale dei diritti delle bambine

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Oggi si celebra la V Giornata Internazionale dei diritti delle bambine e delle ragazze. L’11 ottobre è, infatti, la data scelta dall’ONU per accendere i riflettori sulla condizione delle giovani donne in tutte le parti del mondo. In occasione della giornata, Terres des hommes, l’Onlus internazionale che segue diversi progetti proprio a sostegno dei bambini, ha rilanciato #Indifesa, la campagna che da anni si occupa di “garantire alle bambine di tutto il mondo istruzione, salute, protezione da violenze, discriminazioni e abusi”. Sempre in occasione della Giornata Internazionale delle bambine Terres des Hommes ha pubblicato il dossier “la condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” e secondo le stime riportate 44 milioni di bambine sotto i 14 anni hanno subito mutilazioni genitali e si stima che altre 86 milioni di ragazze nate tra il 2010 e il 2015 rischiano di subire mutilazioni entro il 2030. Inoltre ogni anno ci sono 16 milioni di nuove spose bambine, molte delle quali diventano mamme prima che il loro corpo possa sopportare un gravidanza il che causa ogni anno 700.00 morti tra ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Anche l’Unicef si è dedicata ai diritti delle bambine, pubblicando un dossier  sul lavoro minorile dal quale risulta che le bambine tra i 5 e i 14 anni sono occupate il 40% in più del tempo nei lavori domestici non pagati rispetto ai loro coetanei maschi.

 

 

L’agenda 2030

 

 

Lo scenario mondiale rispetto agli anni passati è però cambiato. Il 25 settembre dello scorso anno infatti, L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; l’agenda è formata da 17 obiettivi e 169 sotto obiettivi, che riguardano tutti i campi della vita umana, nonché del pianeta. Si tratta in sostanza di politiche di attuazione a cui tutti i paesi sono chiamati ad aderire per garantire un nuovo modello di sviluppo che sia egualitario per l’umanità. Le persone tornano quindi al centro delle politiche internazionali e il punto di partenza sono appunto le nuove generazioni. Un punto cruciale da cui si sentiva il bisogno di partire perché la popolazione giovanile non è mai stata così numerosa, 1,8 miliardi con donne e ragazze considerate la chiave per le nuove strategie di sviluppo sostenibile a fronte di nuova “nuova” popolazione che arriva a quota 60 milioni. Per misurare quindi il successo degli obiettivi dell’Agenda 2030 ci sono le bambine che si affacciano all’adolescenza e che tra 15 anni saranno giovani donne: l’opportunità di dare loro la possibilità di compiere scelte che possano plasmare il mondo diventa la chiave di lettura dell’Agenda. Come mostra l’obiettivo numero 5: l’uguaglianza di genere e l’empowerment di donne e ragazze, ovvero la piena egualità di genere che diventa fondamentale per il nuovo sviluppo sostenibile. Obiettivi, questo come altri, che sono definiti trasversali perché attuarli significa implementare tutti gli altri.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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