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Olocausto, riappare dopo 70 anni una registrazione dei sopravvissuti ai campi di sterminio

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Il tempo continua a rinnovare la memoria dell’Olocausto. Dopo settant’anni sono state ritrovate le registrazioni con le voci degli ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio. Il risultato di un’intervista risalente all’estate del 1946 nel campo profughi di Henonville, riporta ciò che in Francia raccolse come testimonianze lo psicologo statunitense David Boder.

Olocausto, sopravvissute le interviste degli scampati

Una lunga testimonianza di uno spaccato di storia dolente e incancellabile per il mondo, ritorna in una bobina che si credeva perduta. L’avevano etichettata erroneamente ed era diventata pezzo d’archivio, ormai dimenticato. Il rinvenimento fortuito della bobina ha consentito oggi la sua digitalizzazione. Il “tesoro” degli archivi del Cummings Center, presso l’Università di Akron, nell’Ohio, è già stato richiesto dai ricercatori di tutto il mondo.

In formato digitale è possibile ascoltare per la prima volta le voci dei sopravvissuti, le loro storie, unite ai canti che bisbigliavano nei campi nazisti. Uno speciale registratore a filo d’epoca, rivisitato in chiave 2.0, ha riportato alla luce il materiale di primaria importanza.

Grazie al reperto, le voci degli ebrei scampati all’Olocausto saranno nuovamente studiate. A contribuire alla loro traduzione è subentrato anche il Museo dell’Olocausto di Washington, che ha provveduto ad inserire in loco una copia digitale del registrato.

David Baker, del Cumming Center, ha dichiarato all’Ansa: ”Queste canzoni, cantate dalle voci di coloro che sono stati soggetti a crudeltà indicibili, ci ricordano il potere della memoria, il valore della storia e l’indomabilità dello spirito umano’‘. Le voci riportate alla luce dalla vecchia intervista saranno utili a far capire realmente cosa hanno vissuto le vittime naziste e come realmente sono state trattate. Le loro speranze, racchiuse nei canti popolari, descriveranno abitudini e paure degli ebrei, un popolo pieno di identità e per questo a lungo perseguitato dalla storia.

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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