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ONU: niente Wonder Woman per combattere le discriminazioni di genere

Le Nazioni Unite fanno marcia indietro: l'eroina non sarà più ambasciatrice delle donne

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La famosissima eroina dei fumetti DC Comics, Wonder Woman, era stata scelta dalle Nazioni Unite come “ambasciatrice” per combattere le discriminazioni di genere. Diana Prince, vero nome del personaggio, era stata infatti selezionata per promuovere una campagna sull’empowerment delle donne e contro la violenza di genere. La scelta però è stata fortemente criticata, tanto da spingere l’Onu a sospendere la campagna iniziata meno di due mesi fa, a ottobre 2016.

Pare sia stato l’aspetto troppo sensuale dell’eroina, che ha un seno prosperoso e assomiglia più ad una pin up anni ’50, a far scattare la molla delle oltre 45mila persone che hanno firmato una petizione al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon di fare un passo indietro e cambiare testimonial.

Il messaggio che le Nazioni Unite stanno inviando al mondo è estremamente deludente – fa eco il testo della petizione -. La linea di fondo sembra essere che le Nazioni Unite non siano riuscite a trovare una donna vera in grado di difendere i diritti delle donne sul tema della parità di genere e la lotta per la loro emancipazione. Le Nazioni Unite hanno deciso che Wonder Woman sia il modello a cui le donne e le ragazze di tutto il mondo dovrebbero guardare”.

 

 

Donne reali per combattere le discriminazioni

 

Al lancio della campagna, le Nazioni Unite hanno spiegato che la scelta è ricaduta su Wonder Woman per avvicinarsi ad un pubblico più giovanile e che difficilmente entra in contatto con campagne ONU. Eppure l’epic fail, se così lo si può chiamare, è stato questo. Quello, cioè, di scegliere un personaggio fittizio, quando nel mondo ogni giorno ci sono donne che fanno della lotta alla parità di genere il proprio pane quotidiano. “Se le Nazioni Unite avessero bisogno di una lista di donne straordinarie per svolgere questo ruolo – continua il testo della petizione – potremmo sicuramente essere in grado di elaborare un elenco da cui il Segretario generale potrebbe scegliere”.

Dal canto suo, invece, si dice soddisfatta la DC Entertainment, che pubblica DC Comics: a loro avviso Wonder Woman ha portato molta visibilità a questo importante tema. Eppure una cosa c’è da dirla: nelle intenzioni del suo creatore, William Moulton Marston, Wonder Woman doveva essere il simbolo delle e per le donne. Un modello in grado di portare avanti con forza le proprie idee. “Il miglior rimedio per rivalorizzare le qualità delle donne è creare un personaggio femminile con tutta la forza di Superman ed in più il fascino di una donna brava e bella”, così parlava di Wonder Woman Marston.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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