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Operare con meno cicatrici visibili nel cancro della mammella, perché no ?

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Il cancro al seno colpisce quella che è una parte essenziale dell’essere donna. E’ una ferita della nostra intimità, della nostra identità e della nostra percezione di femminilità. I trattamenti chirurgici, come la mastectomia con o senza ricostruzione, comportano modificazione del corpo e della percezione che una donna ha di sé. Il corpo cambia con asportazioni e ricostruzioni: questo cambiamento può influire oltre che sulla propria immagine corporea anche sulla propria autostima e sull’accettazione di se stesse. 

Per asportare un cancro della mammella e ricostruire al contempo la ghiandola residua lasciando meno cicatrici è stata utilizzata per la prima volta presso l’Ospedale Monaldi dell’Azienda dei Colli di Napoli una tecnica chirurgica video-assistita mininvasiva.

Operare con meno cicatrici visibili nel cancro della mammella è possibile – spiega la dott.ssa Lucia Miranda, chirurgo  responsabile del  gruppo interdisciplinare della Breast Unit dell’Azienda dei Colli, grazie alla quale è stato effettuato il primo intervento di chirurgia mininvasiva video-assistita all’Ospedale Monaldi per un cancro della mammella.

 

In cosa consiste questa tecnica?                   

La tecnica prende il nome di VABS (Video Assisted Breast Surgery) e consiste nell’operare attraverso una piccola incisione sulla mammella. Attraverso questa incisione s’inserisce una telecamera collegata a un video in alta definizione e s’introducono strumenti  chirurgici dedicati. Il chirurgo opera quindi la mammella dall’interno e controlla l’intervento guardando il video che gli riporta i particolari anatomici ingranditi. E’ un po’ quello che si fa in chirurgia laparoscopica dell’addome dove, attraverso piccole incisioni, s’introducono gli strumenti chirurgici e il chirurgo opera guardando il video. Non si asporta la pelle ed è così possibile conservare meglio la forma della mammella. Il tumore è tolto e ben poco è visibile esteriormente perché siamo consapevoli che la cicatrice è il segno di ciò che è stato, il ricordo della ferita non solo fisica ma anche psicologica.

 

Quando si può utilizzare questa tecnica?

Per la chirurgia conservativa, prosegue la dott.ssa Miranda, al momento per l’asportazione di tumori di non più di 2 cm, ben distanti dalla cute.  Ma anche nelle mastectomie, quando è possibile conservare la cute (quindi anche  tumori di maggiori dimensioni in tali casi), possiamo utilizzare questa tecnica riducendo l’estensione della cicatrice. I rischi e le complicanze sono le stesse dell’intervento classico, che non cambia all’interno della mammella. E’ solo l’approccio chirurgico che è differente.

 

Dove è utilizzata questa tecnica?

Nel cancro della mammella è utilizzata sistematicamente a Pavia, non molto in Europa, mentre è molto sviluppata in Giappone, Cina e Corea. Probabilmente le mammelle di minori dimensioni delle donne orientali hanno indotto i chirurghi orientali ad un approccio mininvasivo. I risultati dei loro studi evidenziano come tale chirurgia sia non solo tecnicamente fattibile ma, dato fondamentale, oncologicamente sicura. Intendiamo proseguire con tale tecnica provando ad aprire la strada della chirurgia mininvasiva nel trattamento del cancro della mammella. L’attenzione al fattore estetico ha un ruolo fondamentale nella terapia oncologica e lo sforzo dei medici è di aiutare il più possibile le donne, colpite da cancro, a recuperare il senso del proprio corpo.

 

 

Raffaella Manzo Psicologa-psicoterapeuta e docente a contratto presso l'Università del Molise, intreccia vari interessi nella clinica, nella formazione e nella ricerca.Lavora come libera professionista occupandosi, tra l'altro, di crescita personale. Innamorata della professione, nel (poco) tempo libero le piace viaggiare, leggere e tutto ciò che è legato alla creatività.

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