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Palermo: la biblioteca è “invisibile” grazie ai libri prestati dai cittadini

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A volte, si sa, le idee più originali nascono da esigenze pratiche. Così è successo per la prima Biblioteca Invisibile made in Sicily. Come in una normale biblioteca, da gennaio chiunque potrà consultarne i volumi o chiederli in prestito. La particolarità, però, sta nel catalogo “diffuso”, fatto di testi messi gratuitamente a disposizione dai cittadini palermitani.

Come raccontano i responsabili del Centro Studi Narrazioni –Le Città Invisibili, che da anni propone progetti di “animazione culturale” per il territorio, “E’ nato tutto dall’idea di ampliare la nostra biblioteca. Avevamo già a disposizione oltre mille testi, con una sezione dedicata alla scrittura creativa e alla narrativa difficile da trovare negli altri cataloghi non specializzati. Il problema era lo spazio, insufficiente nei locali del centro”. Così, accanto alla biblioteca “visibile” fatta dai testi fisicamente presenti in loco, è nata l’idea di una rete “virtuale, che poi tanto virtuale non è perché è fatta di persone – precisano i responsabili- di prestatari. Non possiamo chiamarli donatori perché i libri rimangono nelle librerie di casa loro fin quando qualcuno non li chiede in prestito e ci ritornano una volta letti. Ma senza di loro l’idea stessa di una biblioteca “invisibile”, come le Città di Calvino da cui prendiamo il nome, non avrebbe senso”. Per partecipare basta poco: una volta scelto il testo da ‘prestare’ alla Biblioteca Invisibile, si dovranno inviare al Centro (tramite mail a info@lecittainvisibili.com) i dati di edizione e i propri recapiti. I responsabili del centro provvederanno quindi a inserirlo in catalogo e renderlo disponibile per il prestito. Qualche lettore vorace, geloso della propria pila di letture, forse si chiederà perché mettere a disposizione i propri libri a rischio di non vederli tornare indietro. Dal Centro rassicurano di farsi carico direttamente di “venire a prendere il libro e riportarvelo sano e salvo, rispondendo di eventuali danni o perdite”.

Biblioteca Invisibile: un modo speciale di “donarsi” agli altri

Mettere a disposizione degli altri anche un solo testo, magari quello che si è amato di più o che si ritiene non possa mancare in una biblioteca, poi, è una piccola sfida di cittadinanza attiva.  Non solo perché “un’iniziativa come quella della Biblioteca Invisibile ha senso solo se partecipano in molti”, ma soprattutto perché è un po’ come donarsi agli altri. “È come se, insieme al libro che dona, ricevessimo un ritratto della persona. Un pezzo dei suoi gusti, della sua storia, della sua identità. Per i prestatari è come scegliere di narrarsi attraverso i libri che mettono a disposizione”: lo sanno bene al Centro Studi Narrazione Le Città Invisibili, dove tutte le attività sono dedicate alle tante declinazioni del narrare. Per questo c’è da stupirsi davanti ai primi titoli con cui decine di palermitani hanno scelto di arricchire il catalogo della biblioteca: ci sono i classici, certo, ma ci  sono anche volumi che mai ci si aspetterebbe come gli “Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno” di Antonio Moresco, la “Cosmetica del nemico” di Amelie Nothomb, oltre a saggi a tema economico-politico (“Non per profitto” di Nussbaum, per esempio).

Nello stesso spirito di servizio ‘per’ la città di Palermo, la Biblioteca de “Le Città Invisibili”, dopo il festoso open day di gennaio con laboratori e attività, diventerà poi un luogo di inclusione e partecipazione con un ricco programma di corsi di italiano e laboratori di narrazione completamente gratuiti per migranti, attività ricreative per anziani e bambini e gruppi di lettura.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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