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Pappe fatte in casa: e se fossero troppo grasse e troppo caloriche?

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Preparare in casa la pappa per i propri bambini? Non sempre è sinonimo di un pasto salutare. Se qualche certezza in più si può avere, infatti, sulla qualità e la provenienza delle materie prime, il rischio con le pappe fatte in casa è che siano troppo grasse e provochino indirettamente un aumento di peso del bambino. A dirlo è uno studio dell’Università di Aberdeen, pubblicato di recente sugli Archives of Disease in Childhood.

Realizzato confrontando costo e apporto nutrizionale di oltre 270 pasti confezionati, anche bio, per bambini di età inferiore ai 5 anni e 408 ricette dei più noti libri di cucina per neonati e bambini, lo studio ha sottolineato come le pappe homemade siano generalmente più grasse e caloriche di quelle confezionate, per quanto meno care.

 

Più economiche ma non a prova di bambino: le opinioni degli esperti

 

Se 100 grammi di alimenti confezionati per bambini costano, infatti, in media 0,80 euro, per la stessa quantità di pappa cucinata in casa si spendono solo 30 centesimi. I piatti cucinati a casa, però, non sembrano soddisfare le linee guida proposte dai pediatri in quanto ad alimentazione dei più piccoli. I pasti cucinati in casa, infatti, conterrebbero oltre il 50% di calorie in più rispetto ai prodotti confezionati. Anche le quantità di grassi saturi, sale, carboidrati e proteine sarebbero in eccesso rispetto a quelle contenute nei più comuni prodotti industriali e fornirebbero dal 7% al 200% in più di sostanze nutritive.

Il rischio? È che, assumendo ogni giorno tramite le pappe preparate in casa almeno il 26% in più di energia e il 44% in più di proteine e di grassi, il bebè cresca a rischio obesità. La soluzione? Meglio alternare pasti già pronti con quelli amorevolmente preparati da mamma e papà: quella dell’Università di Aberdeen del resto non è una crociata contro l’homemade. Lo studio “dimostra non solo che sarebbero necessari standard normativi per i prodotti commerciali -spiegano i responsabili- ma anche che i genitori dovrebbero essere supportati per essere nutrizionalmente consapevoli”. A partire, per esempio, dal non considerare sempre “confezionato” un sinonimo di cattiva qualità: la maggior parte degli alimenti industriali infatti, anche se più cara, garantisce un pasto ad alta densità di energia con una maggiore varietà di alimenti”, aggiungono i ricercatori.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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