0

Polonia: donne in piazza per difendere la legge sull’aborto

0
0


A Varsavia, in Polonia, migliaia di donne sono nuovamente scese per le strade della città in una manifestazione di protesta e per difendere la legge sull’aborto.

 

 

La Chiesa e l’assenteismo parlamentare scatenano la rabbia delle donne

 

 

Era il 2016 quando, per le stesse strade e piazze della Capitale polacca, le donne sfilavano in un corteo di protesta contro l’approvazione di una proposta di legge sull’aborto. Lo definirono il “lunedì nero” della Polonia, un paese paralizzato perché le donne, lavoratrici, madri, studentesse, decisero di incrociare le braccia e scioperare da qualsiasi tipo di attività che svolgevano. In questi giorni una nuova ondata di manifestazioni ha preso piede nel Paese; ad organizzarle, l’organizzazione “sciopero nazionale delle donne”, lo stesso di due anni fa e ancora una volta il motivo delle proteste è l’aborto.

La nuova mobilitazione è una risposta alla proposta di legge definita “fermiamo l’aborto”, particolarmente sostenuta dalla Chiesa polacca e accolta dal Parlamento del paese per ulteriori rielaborazioni. Una legge che mina nuovamente la libertà delle donne e il loro diritto di scelta e che le costringerebbe, in caso di approvazione, a partorire anche bambini con gravi malformazioni riscontrate durante le analisi prenatali. In un paese in cui, lo si ricorda, la legge sull’aborto è stato un lungo compromesso e, approvata nel 1993, è ancora una delle più restrittive al mondo, permettendo l’interruzione solo nei casi di stupro, se la vita della donna è a rischio o di fronte a una grave malformazione del feto.

Dietro la proposta c’è la Chiesa, da tempo insoddisfatta della normativa che regola l’aborto, ma la rabbia delle donne è scaturita, oltre che dal disegno di legge in sé, dal fatto che la proposta sia passata solo grazie ai voti della maggioranza del partito conservatore polacco, Diritto e giustizia,  che ha avuto gioco facile a causa dell’assenteismo di diversi parlamentari dell’opposizione che avrebbero potuto cambiare le sorti del nuovo provvedimento. Inoltre, nella stessa seduta, è stato accantonato un disegno di legge che proponeva migliori condizioni di accesso all’interruzione di gravidanza.

 

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *