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Praticare equitazione favorisce lo sviluppo cognitivo dei bambini

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Che l’equitazione giovasse alla salute era già stato dimostrato, ma un nuovo studio condotto dai ricercatori della Tokyo University of Agricolture e pubblicato su Frontiers in Public Health, ha evidenziato come questa pratica aiuti le prestazioni mentali dei bambini. La ragione sarebbe da ritrovarsi nelle vibrazioni prodotte durante la cavalcata che pare siano efficaci nell’attivazione del sistema nervoso simpatico, parte del sistema nervoso che si occupa delle funzioni biologiche involontarie, e quindi aumentare la reattività del cervello.

 

Tutto merito delle accelerazioni tridimensionali prodotte dai cavalli

 

 

I ricercatori hanno sottoposto a test comportamentali ed aritmetici un gruppo di 106 bambini tra i 10 e 12 anni, prima e dopo aver passato 10 minuti a cavallo di un pony. Con il test di tipo comportamentale si mostrava per 200 millisecondi dei quadrati colorati su uno schermo e si richiedeva ai bambini di premere velocemente un tasto dopo aver visto su uno schermo un quadrato di colore blu o giallo, o trattenersi dal toccare la tastiera all’apparire di un quadrato rosso. Il secondo test consisteva, invece, nell’eseguire una trentina di addizioni tra numeri di una sola cifra. Nel primo caso la differenza prima e dopo la cavalcata sul pony ha mostrato evidenti differenze: 25 bambini su 54 hanno migliorato il proprio punteggio. Mentre per il test matematico nessuna differenza significativa nei punteggi, ma i bambini che erano stati a cavallo dimostravano una maggiore velocità nel completare le operazioni richieste.

Praticare equitazione aiuterebbe, quindi, il cervello a essere più in forma. Tutto merito del movimento dei cavalli che produce accelerazioni tridimensionali che nel caso dello studio “sono state misurate da appositi sensori: è da queste che arrivano al corpo gli stimoli motori e sensoriali che possono portare a performance migliori – ha così commentato Mitsuaki Ohta docente dell’Università di Tokyo e principale autore dello studio -. Nel nostro esperimento i test comportamentali richiedevano molto più impegno di quelli aritmetici. E quindi era necessario un maggiore coinvolgimento del sistema simpatico”. Cioè quella parte del sistema nervoso che aumenta le prestazioni dell’organismo soprattutto in situazioni che richiedono sforzo.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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