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Prostituzione in Campania: la realtà delle periferie del napoletano

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Sono donne, spesso extracomunitarie accomunate da un destino di maltrattamenti e minacce continue. Le abitanti dei marciapiedi o delle possibili “case chiuse” che oramai spuntano come funghi nel napoletano, affollano le periferie campane ad ogni ora del giorno e della notte. A sfruttarle non ci sono solo “papponi” stranieri, ma italiani che agiscono spesso creando una rete di affari, in collaborazione con altri complici.

Prostituzione made in Campania

 

 

Quello del sesso a pagamento per pochi euro è un fenomeno che non conosce battute di arresto negli anni e che, data la precarietà economica della vita e l’incidenza dell’immigrazione, sembra essere sensibilmente aumentato. A cedere alla lusinga del guadagno facile sono anche tante italiane, costrette dalla mancanza di lavoro a rassegnarsi alla mercificazione del proprio corpo. In Campania infatti, soprattutto nella zona del casertano, in provincia di Giugliano e sul litorale domizio, si intravedono non solo volti di ragazze di etnie diverse, ma anche di nostre connazionali, spesso di età matura.

Di continuo vengono sgominate bande dedite allo sfruttamento della prostituzione in queste zone, abitate da veri “reclutatori” di lucciole. La maggior parte delle giovanissime finite in questa trappola, sono adolescenti provenienti dal Ghana, dalla Nigeria, dalla Costa d’Avorio, arrivate nel nostro Paese come “schiave” adescate con la falsa promessa di un lavoro con cui guadagnare soldi da inviare a casa. Vengono poi sbattute in cambio di 10, 20 o 30 euro per prestazione, alle periferie di Aversa, Caserta, Giugliano e del litorale domizio.

Decisamente diversi sono i costi per il lavoro delle lituane, bulgare, polacche, ucraine, che possono chiedere dai 40 euro in sù. Insomma esiste una prostituzione di serie A ed una di serie B. Ad evidenziare questa differenza contribuiscono anche le donne che si “s-vendono” in rete. Con foto o video, raccimolano denaro, credendo di essere donne migliori rispetto alle colleghe da marciapiede.

La verità? La prostituzione rende e crea un giro di affari inimmaginabile. Ad incrementare il mercato ci sono i clienti tipo: camionisti, vecchietti, uomini soli, ma anche giovani aitanti, amanti del rapporto usa e getta con belle donne. Soprattutto di giorno (questo è il paradosso), si avvicinano alle giovani prostitute in attesa di lavoro tra le campagne della periferia campana.

Quelle che noi vediamo nel quotidiano sul ciglio della stada o in appartamenti, pronte a concedere appuntamenti ad ora, altro non sono che presunte “pretty woman” che sognano solo di essere salvate dagli uomini e non usate!

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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