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Psicodermatologia: quando la pelle “sfoga” le emozioni

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La pelle è un luogo privilegiato dove si esprimono emozioni. Si ritiene infatti che il 30%-60% delle visite dermatologiche sono relative a problemi della pelle determinati o aggravati da fattori psicologici. Succede per alcune malattie come ad esempio:  eczema, dermatite atopica, dermatite seborroica, acne, psoriasi, vitiligine. I meccanismi eziologici alla base della natura “psicosomatica” di queste malattie non sono del tutto chiariti, ma le ipotesi sono numerose e tutte incoraggianti.

Con il termine “psicosomatica” si intende quella branca della medicina, nata nel Nord America negli anni venti, che si occupa di disturbi organici i quali, non rilevando alla base una lesione anatomica o un difetto funzionale, sono ricondotti ad un’origine psicologica.

Ansia e stress favoriscono e peggiorano le malattie 

E quindi…Una particolare condizione di ansia, tensione o stress, che non è riuscita a trovare sfogo nella normale comunicazione verbale, potrebbe essere propulsore dell’invecchiamento precoce della pelle, della sua perdita di elasticità e compattezza e della comparsa di eventuali reazioni infiammatorie.

I problemi della pelle possono essere estremamente invalidanti nella vita delle persone,  dice Rick Fried, un medico americano specializzato in Psicodermatologia. “Non possiamo mai presumere che la gravità oggettiva di un disturbo dermatologico sia correlata all’impatto psicologico” – continua Fried – “ho visto persone con l’acne nodulocystic che, certo non erano contente, ma in realtà non erano neanche psicologicamente turbate; per contro, ho visto anche pazienti con un brufolo sul mento che hanno tentato il suicidio”.

Quindi, avere un problema alla pelle può causare un’intensa angoscia, impattando sull’autostima, sul funzionamento sociale e lavorativo peggiorando sensibilmente la qualità della vita.

E’ ormai riconosciuto  che gli interventi psicologici possono contribuire ad affrontare l’impatto emotivo; è fondamentale affiancare ad un adeguato trattamento farmacologico una psicoterapia psicanalitica in modo da raggiungere la radice del problema

 

http://www.spiweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2949&Itemid=664

 

Raffaella Manzo Psicologa-psicoterapeuta e docente a contratto presso l'Università del Molise, intreccia vari interessi nella clinica, nella formazione e nella ricerca.Lavora come libera professionista occupandosi, tra l'altro, di crescita personale. Innamorata della professione, nel (poco) tempo libero le piace viaggiare, leggere e tutto ciò che è legato alla creatività.

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