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Quando la casa è sua ma tu hai ristrutturato, hai diritto al risarcimento?

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Sposarsi  è un impegno non solo d’amore ma anche economico, occorre infatti prima di tutto pensare ad una casa da adibire ad abitazione familiare. Spesso sono i genitori di uno dei futuri coniugi che donano al figlio, o alla figlia, la casa ma non sempre è immediatamente abitabile ed allora occorre effettuare dei lavori.
A volte si parte dal nulla, dal terreno su cui costruire la casa. In questi casi una famiglia dona il terreno alla coppia e l’altra costruisce la struttura, oppure i genitori di un fidanzato donano terreno e struttura e quelli dell’altro la completano nelle rifiniture e nel mobilio. Quando ovviamente vi sono queste divisioni di spesa in caso di separazione sorgono questioni sulla proprietà dell’immobile e si litiga per chi ha dato di più.  Sono così frequenti questi casi che la Corte di Cassazione si è dovuta pronunciare stabilendo ad esempio che nella prima ipotesi che la struttura resta al proprietario del terreno mentre chi ha fornito il denaro per costruirla ha un diritto di credito nei confronti dell’altro pari alle spese sostenute rivalutate in basi agli indici ISTAT.

Immobili e “Regali di matrimonio”

Accade anche che, nel comune intento di vita insieme, come sopra richiamato, uno dei futuri coniugi e la sua famiglia si impegnino a fornire le risorse economiche necessarie per ristrutturare un immobile esistente tale da renderlo funzionale alle esigenze della nuova famiglia. Piccoli aggiusti di scarso valore rientrano nell’ambito della donazione obnunziale, ovvero quella liberalità o cessione a titolo gratuito effettuata in vista della celebrazione delle nozze tra soggetti nubendi specificamente indicati così come prescrive la norma contenuta nell’art 785 cc, secondo la quale, inoltre, tale donazione non produce effetto finché non segua il matrimonio e l’ annullamento del matrimonio importa la sua nullità. Nell’ipotesi in cui i miglioramenti fatti con il denaro dell’altro siano di notevole importanza ed addirittura aumentino il valore dell’immobile possono sorgere problemi all’atto della separazione.

E’ quanto avvenuto a due coniugi  che erano separati in attesa di divorzio:  la donna  prima delle nozze aveva sostenuto, con l’aiuto dei genitori, ingenti spese per avere una casa coniugale confortevole. L’appartamento apparteneva all’ex marito e per esso alla madre,  i lavori di ristrutturazione avevano comportato un valore di mercato doppio rispetto a quello precedente e  solo lui dal momento della separazione utilizzava l’abitazione. Ciò premesso la donna conveniva l’ex marito e la madre di lui per affermare la loro responsabilità per ingiustificato arricchimento con condanna solidale ad indennizzarla di tutte le spese sostenute, con rivalutazione ed interessi.

La Corte di Cassazione, pronunciandosi definitivamente sulla questione, con sentenza n. 18695 del 2014, stabilisce che non può assolutamente considerarsi donazione obnunziale l’ingente attribuzione patrimoniale eseguita da uno dei futuri sposi anche se effettuata in funzione delle esigenze della nuova famiglia in costituzione.  Pertanto, il coniuge che beneficia dell’aumento di valore dell’immobile dovuto a ristrutturazioni effettuate con denaro dell’altro  è tenuto a risarcire a quest’ultimo le spese sostenute.

Diana Ferrara Ama le lingue e i viaggi “on the road” auto-organizzarti, alla scoperta dei piccoli gioielli del Mondo. Sogna di diventare magistrato. Nel frattempo, si divide tra la frenesia della città e la casa in campagna, nella quale si rilassa con un buon libro tra gli alberi da frutta.

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