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Quello che le donne fanno quando nessuno le guarda: un set di illustrazioni

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Ci sono cose che facciamo tutte quando sappiamo per certo che nessuno ci guarda. Sono cose assolutamente normali come stare sedute in maniera scomposta, vestire vecchi maglioni sformati, usare copertine di quando eravamo piccole, girare per casa coi calzini, rivestirsi senza mosse sensuali degne di attrici hollywoodiane. Eppure sono cose che ci vergogneremmo a fare se sapessimo di essere osservate da qualcuno, specie se dell’altro sesso. Figuriamoci farle finire tra le opere d’arte. Per questo le illustrazioni di Sally Nixon hanno una forza straordinaria. Ritraggono donne che, evidentemente, non sanno che qualcuno le sta guardando: non sono in posa, non sorridono, non sono impegnate a fare qualcosa d’interessante. Se ne stanno semplicemente lì a guardare di sottecchi, svogliate, distese in maniera scomposta su un divano o sull’erba, da sole o con le amiche, a ingurgitare pizza, ciambelle, marmellate, bibite gassate. Finalmente incuranti di un mondo che si ostina a giudicarle costantemente per il loro aspetto fisico, per come si vestono, per quanto sono belle, ordinate, prestanti, sempre pronte a qualsiasi tipo di evenienza.

Sally Nixon: amo disegnare le ragazze e trasformare la “banalità” in qualcosa di speciale

A sceglierle come soggetto privilegiato un’illustratrice, seguitissima in Rete e sui social, che di sé dice di “amare le ragazze perché sono carine e il cibo perché è ciò che c’è di meglio”. Ma che ai suoi disegni non fa mai mancare un pizzico di provocazione. Come Sally Nixon ha raccontato al The Creators Project , infatti, “sono tutte donne che provengono dalla mia immaginazione, anche se ognuna di loro, in un modo o nell’altro, è un riflesso della mia personalità. Non hanno corpi perfetti o abitudini  perfette e che le rendano uniche e riconoscibili. Anche gli ambienti che ricreo intorno a loro sono luoghi di tutti i giorni: un bagno, un ristorante, una camera da letto disordinata. Nonostante questo con ogni mio disegno  provo a trasformare l’apparentemente banalità in qualcosa di speciale, degno di essere visto”.  E degno, soprattutto, di essere considerato arte. Nonostante le imperfezioni, o forse proprio grazie a esse.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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