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“…Questo non è amore”: un camper della Polizia contro la violenza sulle donne

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Se ti ricatta, se pretende amore o sesso quando tu non vuoi, se ti umilia, se ti isola, se ti controlla “…Questo non è amore”. Così la Polizia di Stato ha deciso di presentare il suo ultimo, omonimo, progetto contro la violenza sulle donne. Un camper di esperti in materia, psicologi, rappresentanti delle associazioni a sostegno delle donne e dei centri antiviolenza, forze dell’ordine, che per tutta l’estate girerà l’Italia con l’intento di diffondere una cultura del rispetto del genere e offrire primo supporto alle vittime. Come ha spiegato il prefetto Gabrielli durante l’evento di presentazione al Viminale, insomma, il camper di “…Questo non è amore” proverà a sostenere “le vittime in un momento particolarmente complicato, nell’ottica di una polizia fortemente sensibile non solo ai temi della repressione, ma anche a quelli della prevenzione”.

Partito lo scorso due luglio, ogni primo e terzo sabato del mese, il camper di “…Questo non è amore” toccherà le 14 province italiane che hanno aderito all’iniziativa (tra le altre Brescia, Bologna, Macerata, Roma, Pescara, Cosenza, Palermo, Sassari, ndr). A bordo, un medico o uno psicologo della Polizia di Stato, un operatore della Squadra mobile, un operatore della divisione anticrimine o dell’Ufficio denunce e un rappresentante locale della rete antiviolenza. Obiettivo? Instaurare un contatto diretto con il territorio e, in particolare, con le vittime di violenza e abusi sessuali; raccogliere testimonianze dirette; fornire informazioni utili ma, anche e soprattutto, avvicinare le donne che, pur vivendo una condizione abusante, per paura non ne denunciano il responsabile. In altre parole, quelle del ministro dell’Interno Alfano, “…Questo non è amore” mira ad “aumentare la fiducia nei confronti dello Stato e delle Forze di polizia, che possono prevenire, proteggere e punire”.

 

 

Calano i casi di femminicidio e violenza, ma serve fare di più

 

 

I dati, del resto, sembrerebbero positivi. Nel primo semestre del 2016 ci sarebbe stato un calo del 22% nel numero di femminicidi e del 23% nei casi di violenze, abusi domestici, maltrattamenti. Certo, rimane ancora molto da fare, come denunciano le associazioni attive nel settore. Ma iniziative come quelle di “…Questo non è amore” (ispirata a una precedente campagna di prevenzione della questura di L’Aquila, ndr) possono essere un punto di inizio. Per questo non si è mancato di pensare alla promozione dell’iniziativa, con un video ufficiale, per esempio, in cui è raccontata la storia – fortunatamente a lieto fine – di una vittima di stalking e del fatidico “ultimo incontro”. Le attività del camper di “…Questo non è amore” potranno essere seguite, poi, sui social tramite l’hashtag #questononèamore.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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