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Rania Bel Haj, da attrice ad attivista contro le spose bambine

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Rania Bel Haj è una giovane attrice di 16 anni in Tunisia. In un video ha interpretato la storia di una protagonista senza nome, basata su un caso recente che nel suo paese ha fatto notizia.

Dalla finzione alla realtà, Rania è diventata portavoce dei diritti delle adolescenti tunisine: “Non prendevo in considerazione i diritti della donna come qualcosa di alto sulla mia lista di priorità fino a quando non ho giocato sul set ad interpretare una ragazza adolescente che è stata violentata e costretta a sposare l’uomo più anziano che l’ha aggredita in una scuola. Non ero veramente una femminista prima di interpreatre questo ruolo”.

 

 

Spose bambine, la Tunisia della sottomissione raccontata da una teenager

 

 

Ha la stessa età della vittima di cui ha raccontato la vicenda ed il caso in versione video. Bel Haj dichiara: “Durante le prove per il ruolo, mi sentivo vicino alla vittima. Ha la mia stessa età e la mia stessa nazionalità. L’unica differenza, è che l’altra ragazza è stata abbastanza sfortunata da essere violentata.”

Bel ha immaginato se stessa nei panni di questa adolescente, iniziando a vivere le sue paure e insicurezze dopo la pessima esperienza subita. Ha provato la stessa reazione che molte giovani ragazze in Tunisia hanno sperimentato guardando il suo video su Facebook. Tre minuti di girato con più di 670.000 visite hanno acceso i riflettori sulla violenza sulle spose bambine.

Il caso raccontato è basato sulla vicenda che ha fatto notizia lo scorso dicembre, quando i tribunali hanno approvato il matrimonio di una ragazza di 13 anni con il suo stupratore di 20 anni più vecchio, suo parente. Mentre di norma fare sesso con qualcuno al di sotto dei 15 anni è punibile fino a sei anni di prigione, secondo l’articolo 277 del codice penale della Tunisia, un presunto stupratore può fermare la sua accusa sposando la sua vittima.

Attivisti e donne tunisine hanno organizzato diverse marce per confrontarsi con il Governo, che aveva promesso di rivedere la legge 227 ma non lo ha ancora fatto. Il club di educazione civica di Lycée Pilote de l’Ariana, dove Bel Haj è una studentessa, ha scelto un altro modo di reagire alla decisione della Corte. Insieme al loro insegnante, ha scritto un gioco, “Aatini aroussa ou matrodnnich aroussa”, “Dammi una bambola e non farmi una sposa.” “Aroussa” in tunisino ha infatti il doppio significato di bambola e sposa.

Il video girato da Bel Haj si concentra su una vittima di stupro giovanile, lamentando la perdita della sua infanzia, mentre il suo aggressore la accarezza.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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