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Rette degli asili nido: l’aumento post-iscrizione è illegittimo

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Non è raro che ad anno scolastico già iniziato, per far fronte al costoso mantenimento del servizio di asili nido, i comuni provvedano ad aumentare le rette stabilite al momento delle iscrizioni. Tali provvedimenti lasciano i genitori senza altra soluzione che pagare pena l’esclusione dei propri figli dagli asili.

IL FATTO – Il Comune di Roma, in difficoltà di gestione economica, per l’anno scolastico 2014-2015 aveva provveduto ad aumentare le rette degli asili nido ed a cancellare la gratuità per il terzo figlio ad iscrizioni già avvenute. In tempo di crisi tale provvedimento ha pesato non poco sul budget di molte famiglie che si sono organizzate per un’azione di protesta fino a giungere, insieme al Codacons, alla presentazione di un ricorso presso il TAR del Lazio. Il movimento dei genitori, chiamato familiarmente come “Il movimento dei passeggini” , preferisce  denominare la protesta  con l’appellativo di Family Action. Su Twitter,intanto, l’hashtag #iosotoconipasseggini raccoglie numerosi consensi da tutta Italia.

LA SENTENZA – Il TAR Lazio, dopo aver sospeso in un primo momento gli aumenti, ha definitivamente statuito, con sentenza n. 1905 del 2015, che “il Comune non può aumentare la retta per l’asilo nido a iscrizioni già avvenute, in quanto, così facendo, violerebbe le regole sulla imparzialità, correttezza, lealtà dei comportamenti della pubblica – così come garantite dall’art 97 della Costituzione – e lederebbe l’affidamento fatto dai genitori sull’applicazione delle tariffe vigenti al momento dell’accettazione del servizio”. Il contratto deve essere interpretato secondo buona fede: il consenso dei genitori deve ritenersi formato sulle tariffe in vigore al momento della sottoscrizione dei moduli, con riferimento alle quali si è perfezionato l’ accordo delle parti. Pertanto la magistratura amministrativa ha annullato la delibera del Comune di Roma in quanto illegittima per aver introdotto modifiche tariffarie più gravose per gli utenti dopo il perfezionarsi del procedimento di iscrizione agli asili nido comunali. In definitiva non è possibile per la Pubblica Amministrazione modificare gli accordi già stretti con il pubblico mettendolo nella posizione di doverle accettare stante l’impossibilità oggettiva di soluzioni alternative.

Il problema delle graduatorie e degli accessi agli asili

I Comuni gestiscono il servizio degli asili nido. Ogni anno il numero di posti a disposizione diminuisce e per questo motivo vengono stilate delle graduatorie per l’accesso. Nell’era telematica occorre compilare una domanda on line e allegare tutta la documentazione dopo una registrazione sul portale della Pubblica Amministrazione che consente di ottenere un ID (codice identificativo personale) per accedere all’area riservata. Per i meno avvezzi, per fortuna, ci sono i CAF gratuiti che vengono in soccorso dei genitori non digitalizzati. Dato il numero ristretto di posti, i requisiti di accesso sono rigorosi. Tra  i più importanti, sicuramente vi è la situazione economica del nucleo familiare: preferenza, infatti, viene data ai nuclei con un ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) basso, famiglie numerose o con un componente portatore di handicap. E’ bene informarsi in largo anticipo sul sito del comune di appartenenza  riguardo la procedura da seguire ed i requisiti necessari che variano di anno in anno.

IL COMUNE RISPONDE – Il Comune di Roma pur non prendendo posizione sulla sentenza emessa dal Tar, attraverso l’ assessore alla Scuola di Roma Capitale, Paolo Masini, chiarisce i suoi intenti (anche e soprattutto per il futuro). “Ci preme sottolineare” – dice l’assessore – “che la tariffa media mensile del servizio nido è rimasta invariata per molti anni, e risulta essere la più bassa tra quelle applicate dalle altre grandi città italiane. Un maggiore contributo in senso progressivo da parte di chi può permettersi di pagare di più va nella direzione di garantire la centralità nel pubblico dei servizi educativi e scolatici per tutti, ed è importante che questo principio, espresso anche nella nostra Costituzione, resti tale. Proseguiremo la lotta alle inefficienze e agli sprechi, e continueremo sulla strada del confronto con i protagonisti del settore scolastico e con le famiglie, così come fatto in queste settimane”.

Diana Ferrara Ama le lingue e i viaggi “on the road” auto-organizzarti, alla scoperta dei piccoli gioielli del Mondo. Sogna di diventare magistrato. Nel frattempo, si divide tra la frenesia della città e la casa in campagna, nella quale si rilassa con un buon libro tra gli alberi da frutta.

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